Il Tirreno

Carrione. Il sindaco difende i suoi ingegneri e scioglie il contratto con la Coestra

Crollo, cinque indagati

<b>CONFERENZA STAMPA.</b> Da sinistra Altieri, Tonelli, il sindaco, Festa e Nannini A destra lo stabile crollato
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CONFERENZA STAMPA. Da sinistra Altieri, Tonelli, il sindaco, Festa e Nannini A destra lo stabile crollato

Due tecnici comunali, due delle ditte, il direttore dei lavori

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 CARRARA. A sette mesi di distanza dallo choc del crollo della palazzina di via Carriona, ecco cinque avvisi di garanzia: due le ipotesi di reato, crollo doloso (articolo 434) e delitto colposo di danno (449), unificati dal 113 (cooperazione nel delitto colposo). La procura - l'inchiesta è stata condotta dalla pm Alessandra Conforti - individua come responsabili due tecnici comunali, il direttore dei lavori, i responsabili di cantiere delle ditte appaltatrici.  Gli indagati per il crollo sono: Pietro Orsini, direttore dei lavori di risagomazione del Carrione; Nicola Festa, ingegnere dipendente comunale, nella sua qualità di direttore dei lavori insieme a Orsini (lo è stato dal luglio 2009, i cantieri aprirono a settembre, e fino al 3 febbraio 2010, quindi nove mesi prima del crollo); Sergio Altieri, ingegnere dipendente comunale, quale "rup" (responsabile unico del procedimento); Gian Luca Dei, di Viareggio, direttore di cantiere per la ditta Coestra (appaltatrice dei lavori di risagomazione); Paolo Fredducci, di Firenze, della ditta Abc (che si occupò dello sminamento del fiume dopo il ritrovamento di una bomba).  Secondo la procura, vi fu complessivamente una condotta all'insegna della "negligenza, imprudenza e imperizia", che, sommata, portò al crollo dello stabile di via Carriona. A ciascuno degli indagati vengono poi avanzate singole contestazioni: a quanto trapela, ad esempio, a Orsini, Festa e Dei si eccepisce la demolizione della briglia di contenimento a valle di via Apuana; ad Altieri, il fatto di aver omesso una serie di controlli e di aver consentito alcuni lavori; a Fredducci, le modalità di svolgimento dei lavori di bonificasvolti fra il 21 e il 28 settembre; e a Orsini, Altieri e Dei le modalità di ripresa dei lavori.  Alla base degli avvisi di garanzia, come noto, la relazione tecnica svolta dai consulenti tecnici della pm Alessandra Conforti, gli ingegneri Pietro Misurale (lo stesso della maxi-inchiesta per il decesso di nonna Idina di cui parliamo a parte) e Stefano Ratti. Gli avvisi di garanzia sono stati inviati a conclusione delle indagini preliminari, quindi si tratta di accuse della procura a cui ora gli indagati potranno controbattere con proprie memorie, atti, deduzioni.   IL SINDACO DALLA PARTE DEI SUOI TECNICI. Gli avvisi sono stati notificati ieri mattina e in tempo reale, il sindaco Angelo Zubbani ha convocato una conferenza stampa, sia per informare la cittadinanza che per "metterci la faccia" come già avvenuto per il Politeama, di fronte a una vicenda che aveva molto impressionato in città anche se per fortuna senza vittime, grazie anche all'allarme lanciato dagli abitanti dello stabile. Il sindaco ha ricordato che successivamente al crollo l'ingegner Altieri è stato sostituito da Cesare Marchetti quale rup (responsabile unico procedimento) e che Festa è stato direttore dei lavori fino a dieci mesi prima del crollo.   «LE COLPE SONO FUORI DEL PALAZZO». «Apprezziamo il lavoro della Procura - spiega il sindaco - perché si è mossa senza clamore, ma preciso che anche noi abbiamo svolto verifiche interne: le colpe ci sono e vanno accertate, ma secondo noi sono fuori del palazzo. Certo, è un'opinione, ma non è una difesa tout court, perché sulla base dei nostri riscontri, abbiamo predisposto la risoluzione del contratto in danno alla ditta appaltatrice dei lavori, la Coestra. Sulla base della relazione del direttore dei lavori Orsini, è stata aperta la contestazione; rispetto a quanto svolto dai nostri due tecnici, non abbiamo elementi di responsabilità, altrimenti ci saremmo attivati anche nei loro confronti. Siamo sereni».  CONTESTAZIONI ALLA COESTRA. Quindi, ribadisce il sindaco, «Alla luce delle gravi inadempienze e dei gravi ritardi» nei lavori di risagomazione emersi dalla relazione di dieci pagine del direttore dei lavori, si sta procedendo con la rescissione del contratto, e contestualmente si sta valutando il modo migliore per riprendere i lavori. «Le modalità - aggiunge - le abbiamo riverificate con l'autorità di bacino: il metodo della palificazione è quello giusto, la raccomandazione è di procedere lentamente e con grande attenzione vista la particolarità delle costruzioni». Non è escluso che l'appalto ripartirà con la ditta che arrivò seconda, che però se accetta, dovrà di fatto subentrare alle condizioni con cui la Coestra vinse l'appalto. E non è detto che accada. Su questo punto le verifiche sono però in corso.  Insomma, sette mesi dopo il crollo, la conclusione indagini: tempi decisamente più celeri rispetto a quelli dell'alluvione - tranche omicidio colposo - visto che gli avvisi di garanzia (prima 41, poi ridotti a 24) arrivarono in quel caso nel marzo 2007, quindi tre anni e mezzo dopo la tragedia del 23 settembre 2003. M.B.

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