Il Tirreno

Strappato alla criminalità il lussuoso edificio a Monti di Licciana ospiterà associazioni o forze dell’ordine

Confiscata la villa del boss Di Donna

La villa di Monti di Licciana confiscata al boss Vincenzo Di Donna
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La villa di Monti di Licciana confiscata al boss Vincenzo Di Donna

Nella costruzione viveva il capo del clan malavitoso sgominato nel 2003

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 LICCIANA NARDI. Confiscata la villa del boss Vincenzo Di Donna che, assieme a molti altri beni tolti alla malavita, verrà assegnata ad associazioni o forze dell'ordine.  Una sorta di tesoro riconquistato alla mafia, dato che sono ben 52 i beni confiscati alla malavita in Toscana.  La lussuosa villa dove viveva fino al 2003 Vincenzo Di Donna venne sequestrata nel febbraio 2007 assieme ad altri beni dell'ex boss.  La costruzione si trova a Monti, sulla via Provinciale per il Passo del Lagastrello, poco prima della deviazione per Pontebosio. Un edificio ormai in preda al degrado, seminascosto da piante e rovi, ma che fino a pochi anni fa faceva parte del ristretto lotto di costosi villoni della zona residenziale edificata tra le colline di Monti e il corso del Taverone.  Pianterreno, primo piano e livello mansarda: la casa dove Vincenzo Di Donna (66 anni di Torre del Greco) aveva il suo quartier generale per la Lunigiana, malgrado l'attuale aspetto trasandato, lascia intravvedere fasti neppure troppo lontani nel tempo, vale a dire prima del blitz messo in atto dalla squadra mobile della Spezia nel marzo 2003 e che in totale portò a 36 arresti nella notte. Un anno di indagini precedette l'operazione della polizia, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Genova, sicura di aver individuato un gruppo criminale che, attraverso aggressioni, minacce e danneggiamenti, cercò di condizionare il mercato della distribuzione e del noleggio delle slot machine, nelle province di Spezia e Massa Carrara. Tornando all'oggi, beni per oltre due milioni di euro vennero sequestrati in Toscana e in Campania dalla magistratura, su richiesta della Dia genovese, appunto al capo del clan malavitoso Di Donna, Vincenzo, e a un suo collaboratore, Michele Pirozzi. R.L.

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