Il Tirreno

Sparatoria ai Ronchi Blitz della mobile Fermati due italiani

Sparatoria ai Ronchi Blitz della mobile Fermati due italiani

4 MINUTI DI LETTURA





Un'intuizione degli uomini della squadra mobile ha praticamente risolto il caso della sparatoria di via Pradaccio: gli agenti ieri mattina hanno fermato due uomini, un quarantenne e un ventenne. Massesi. L'accusa per entrambi è di tentato omicidio. Questa mattina i due si troveranno davanti al gip per la conferma dell'arresto. È stata un'indagine lampo vecchio stile, condotta insieme ai carabinieri. È bastato un indizio trovato nel luogo della sparatoria per dare il via agli accertamenti che hanno portato i poliziotti a dare un volto ai colpevoli.  Il fermo. Il fermo dei due sospetti è scattato ieri mattina. La mobile, guidata da Antonio Dulvi Corcione, appena è stata sicura dell'identità dei due ricercati ha inviato due pattuglie davanti alle abitazioni.

E i due si trovavano proprio a casa, nonostante sapessero che erano ricercati. È stato il sostituto procuratore Alberto Dello Iacono a dare il via libera ai poliziotti. E così sia il quarantenne sia il ventenne sono stati portati negli uffici della mobile e interrogati a lungo. Una raffica di domande iniziata intorno alle nove del mattino e terminata alle tre del pomeriggio, ma che non ha portato a un granché. I due non hanno confessato, insomma. Ma il quadro accusatorio è talmente importante da non fare avere tentennamento alcuno. Anche perché hanno dei precedenti per droga. E quindi corrispondono perfettamente all'identikit fatto dalle forze dell'ordine subito dopo la sparatoria dei Ronchi. 

I feriti non collaborano. C'è da dire poi che la collaborazione dei due feriti, i tunisini, è stata pressoché nulla. Nel senso che non hanno praticamente aperto bocca e quando si sono trovati di fronte delle fotografie delle persone sospettate, che gli hanno mostrato i carabinieri, hanno detto di non conoscere nessuno. Ma proprio una di queste foto corrisponde a uno dei fermati. E quindi anche l'Arma era a un passo dalla soluzione, ma non ha trovato le prove che ha trovato la squadra mobile. 

Le prove. Ma quali sono queste prove? Dicevamo del reperto trovato in via Pradaccio (forse un pezzo della Fiat Punto), ma non solo. La squadra mobvile da tempo sta lavorando su un grosso giro di stupefacenti tra la riviera apuana e quella versiliese. E proprio da questa indagine è arrivato lo spunto vincente che, associato al reperto trovato ai Ronchi, ha fatto fare due più due agli inquirenti. Di più però le forze dell'ordine non possono dire, anche perché c'è da preservare l'indagine sullo spaccio di stupefacenti. Anzi, se avessero potuto gli agenti avrebbero atteso qualche giorno in più prima di fermare i sospetti, proprio per non inquinare le prove già acquisite e per non insospettire le persone sotto controllo da alcuni mesi. Ma era davvero impossibile attendere, perché i due stavano progettando di allontanarsi da Massa.  

Tentato omicidio.
Nessun dubbio sull'accusa contestata ai due fermati: tentato omicidio. I colpi sono stati sparati all'altezza del torace e anche se l'arma usata era di piccolo calibro l'intenzione era quella di regolare lo sgarbo subito nel sangue. Che tipo di sgarbo? Sia per la mobile sia per i carabinieri si tratta di una partita di droga che i tunisini non hanno pagato ai due italiani. E domenica i quattro si sono trovati per regolare i conti. Quando gli italiani hanno visto che gli stranierei non avevano il denaro hanno deciso di premere il grilletto. 

Escalation criminosa. Tra l'altro la sparatoria di via Pradaccio è l'episodio più cruento di una lunga serie di piccoli eventi criminosi che si sono consumati nella provincia apuana. E quasi tutti riconducono all'inchiesta sullo smercio di cocaina: la settimana scorsa prima che le pistole facessero la loro comparsa la polizia ha avuto a che fare con due interventi piuttosto insoliti. Il primo: un uomo a bordo di un'automobile di grossa cilindrata è stato inseguito da una pattuglia delle volanti e fermato in località Zecca. Mentre i due agenti stavano scrivendo il verbale delle infrazioni commesse, questo invece di starsene buono ha cominciato a menare le mani. E ha messo ko i due poliziotti. Con una tecnica che ha sorpreso i due tutori dell'ordine, finiti all'ospedale con un a decina di giorni di prognosi ognuno. Sono passati un paio di giorni e una volante ha sorpreso due marocchini che stavano trafficando in mezzo a un campo. Volevano prendere un sacchetto di cocaina che avevano sotterrato nei pressi del giardino di un'abitazione privata. La pattuglia è intervenuta e ha messo le manette a un marocchino, l'altro invece è risucito a scappare. A piedi sulla A12, mentre le vetture sfrecciavano a velocità sostenuta.  

I carabinieri.
Anche i carabinieri erano molto vicini alla soluzione del caso. E stavano gravitando sugli stessi nomi su cui lavoravano quelli della squadra mobile. Due indagini parallele, ma la polizia è stata più rapida riuscendo a trovare i colpevoli nel giro di poco più di 24 ore. L'unica cosa che non avevano in mano gli uomini della compagnia di Massa erano quegli elementi che aveva la mobile per l'indagine sullo spaccio di cocaina.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web