Sicurezza
Livorno, chiesto il processo per un 52enne
Ragazza morì di overdose nei guai un massese
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MASSA. Uno le avrebbe venduto la dose mortale di eroina. L'altra, l'amica, avrebbe cercato di depistare le indagini ripulendo quella casa e spostando addirittura il cadavere. Malgrado i presunti depistaggi le indagini sono andate avanti e ora il pm ha chiesto il loro rinvio a giudizio. Al centro dell'inchiesta Jacopo Conti cinquantaduenne di Massa (domiciliato alla California di Bibbona) e di Maria Paola Lovati (quarantanovenne milanese residente a Cecina). Sono ritenuti coinvolti nella morte di Cassandra Perrone, la ventiduenne trovata senza vita in un appartamento alla Palazzeta di Donoratico. Il sostituto procuratore di Livorno Gianfranco Petralia ha chiesto che i due vengano processati per spaccio di sostanze stupefacenti e morte come conseguenza di altro delitto (Conti), favoreggiamento e frode processuale continuata (Lovati). L'udienza davanti al gup Beatrice Dani è stata fissata per il 20 luglio. Conti verrà difeso dall'avvocato Enrico Marinai, Lovati dall'avvocato Massimo Tuticci. I fatti risalgono alla mattina del 17 dicembre 2008, quando Cassandra, giovane banconista di una pizzeria, fu trovata cadavere nell'abitazione. Ad avvertire il 118 fu la stessa Lovati, ma quando i soccorsi arrivarono, la giovane era ormai deceduta. La ragazza era sul letto, accanto al corpo, tracce di polvere bianca, ma secondo la ricostruzione degli inquirenti, il corpo era stato spostato e la "scena del delitto" alterata.
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