Il Tirreno

Petriccioli attacca gli assessori

Corrado Benzio
Petriccioli attacca gli assessori

«Cocchi incompetente in materia, Corchia è inopportuno»

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 PONTREMOLI. Nel giorno in cui l'Italia va a sinistra e si intravede la fine (politica) di Silvio Berlusconi, all'ombra del Campanone torna al potere il centrodestra.  Forse per questo il primo consiglio dell'era Baracchini è stato vissuto con toni a dir poco sommessi. Soprattutto perchè il neosindaco nel corso della prima seduta - come sarebbe da prassi - non ha profferito parola sul programma della giunta ed in generale su cosa il primo cittadino pensa di fare per Pontremoli nei prossimi cinque anni di legislatura.  «Avevo preannunciato che abbia avuto molto da fare in questi giorni, con molti adempimenti - ha spiegato alla fine il sindaco - e che quindi non avrei fatto dichiarazioni».  Talmente presa dalle cose da fare che quando Enrico Petriccioli dell'opposizioni, ha chiesto spiegazioni sulla mancanza di una donna in giunta (escluso naturalmente il sindaco), invece che Baracchini, ha replicato Jacopo Maria Ferri, capogruppo di Cara Puntremal.  «Credo che questo sia il leit motiv di questa legislatura - ha chiosato Petriccioli con evidente sottolineatura su chi comanda in amministrazione - l'opposizione farà proposte o chiederà spiegazioni? In ogni caso a rispondere sarà il capigruppo Ferri».  Come appare evidente già dalla prima seduta che sarà Petriccioli l'uomo dell'opposizione dura e pura, mentre i tre esponenti del Pd (la lista si chiamava Amo Pontremoli) rischiano di fare l'opposizione di sua Maestà.  Così la prima seduta del nuovo consiglio è stata caratterizzata dalla presentazione della giunta (con relative deleghe) e dalla nomina del presidente del consiglio comunale e del suo vice.  Con 11 voti e 2 astensioni, sono stati eletti alla guida del consiglio Paolo Arrighi, mentre come vice è risultato nominato Mauro Cozzalupi.  In assenza di un discorso programmatico di Baracchini, la scena alla fine è stata dominata da Petriccioli, l'enfant terrible che ha guidato la fronda al Pd (da cui poi è stato espulso).  Petriccioli ha contestato la nomina di alcuni assessori.  Li ricordiamo. Con Lucia Baracchini che mantiene per sè la delega a istruzione e cultura, Pietro Camillo Cocchi sarà vice sindaco e assessore all'urbanistica. A Gianmarco Corchia è andato l'assessorato ai lavori pubblici. A Gianluca Crocetti le attività produttive e lo sport, mentre a Manuel Buttini vanno bilancio, finanze, personale e polizia municipale.  Petriccioli ne contesta il criterio di scelta: «Avere nominato come assessori i consiglieri più votati - ha criticato Petriccioli - significa da una parte averli spinti alla corsa esasperata alla preferenza e dall'altra non poter tenere conto delle effettive capacità».  Petriccioli ha fatto anche nomi e cognomi.  «Il sindaco ha parlato di competenza - ha ricordato il consigliere - ma vorrei sapere che competenza può avere il dottor Cocchi, peraltro mio medico, in materia di urbanistica. E mi domandò se di fronte alla nomina di Gianmarco Corchia ad assessore ai lavori pubblici non si è pensato che ci fosse un problema di opportunità, non dico di vero e proprio conflitto di interesse, ma di opportunità, essendo lui capo cantiere dell'Azga Nord, peraltro società che il Comune ha deciso di mettere in liquidazione».  Poi c'è stato l'attacco alla mancanza di donne in giunta.  «Forse la sua presenza, signor sindaco - ha ricordato Petriccioli - le ha fatto dimenticare che il nostro Statuto comunale propone di favorire l'ingresso delle donne in giunta. Ci sono sentenze che hanno annullato nomine per il mancato rispetto di queste regole. Io non farò nessun ricorso, ma volevo segnalare la cosa».  Come detto alla provocazione non ha risposto il sindaco ma direttamente il capogruppo Jacopo Ferri: «Faccia i ricorsi che vuole, noi abbiamo altrettante sentenze che ci dicono che siamo in regola».  Fuori dalle performance di Petriccioli - peraltro previste - si è visto poco. Presente fra il pubblico Francesca Mozer, la compagna di Zucchero che nonostante i 39 voti di preferenze, ha ricevuto la delega al turismo.  La delega alla sanità è andata a Paolo Arrighi. Che una volta nominato presidente del consiglio comunale ha ribadito come lui si batterà perché «In tema di sanità ci stanno massacrando - ha dichiarato in consiglio - c'è bisogno dell'impegno di tutti perchè si prema sulla Società della salute e sull'Azienda sanitaria».  Arrighi è stato anche simpatico quando ha salutato il pubblico: «Sono contento che stasera siete così numerosi. Spero lo siate anche in futuro, così ci permetterete di lavorare meglio».  Certo se il primo consiglio della nuova era ferriana si esaurisce in una serie di adempimenti burocratici, la speranza che la sala Gordon Lett si riempa di nuovo, sarà vana.  Ultimo appunto, proprio da Petriccioli: «Nessun mazzo di fiori per il sindaco donna, se lo sapevo, li avrei comprati io».  Una nota di galanteria che non guasta, anche in politica.

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