La manifestazione
Casse a secco. Risalgono al 2009 gli ultimi dati positivi per gli introiti dei Comuni dotati di apparecchi elettronici
Multe stradali, la pacchia è finita
Fabrizio Palagi
Gli automobilisti ormai conoscono le postazioni degli autovelox fissi
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Autovelox, multe e bilanci comunali: un trinomio che spesso significa tanti soldi in arrivo nelle casse delle attualmente sempre più taglieggiate amministrazioni locali, alle prese con la mannaia del Governo centrale. Ma pare che siamo lontani i tempi d'oro relativi alle consistenti entrate dovute alle sanzioni per le violazioni al codice della strada. Nella graduatoria pubblicata dal Sole 24 Ore, inerente alle "Città delle multe", la provincia apuana appare all'88º posto, lontanissima dalla capolista, Rovigo, per quanto riguarda la percentuale pro capite relativa all'importo totale delle sanzioni comminate agli automobilisti non rispettosi dei limiti di velocità: una percentuale pro capite che si attesta al 13,4 peraltro con un meno 11,7 rispetto all'anno precedente, il 2008. Infatti i dati riportati dal quotidiano finanziario sono relativi al 2009, un periodo che si può definire ancora "fruttuoso" in merito alle entrate comunali relative alle multe stradali.
«Quei tempi sono però lontani» afferma Riccardo Varese, sindaco di Podenzana che inoltre precisa: «I piccoli Comuni come il nostro non hanno mai avuto grosse entrate dovute alle sanzioni stradali, dato che almeno due terzi degli accertamenti finiscono nel nulla e quindi la somma che possiamo in effetti ragranellare è poca. Un esempio: sui circa 230mila euro relativi a multe con autovelox del 2009, il Comune ha introitato non più di 70mila euro. Infine da rilevare che gli automobilisti, residenti o no nel nostro Comune, conoscono a menadito dove sono installati gli apparecchi in questione, nel nostro caso a Montedivalli e quindi difficilmente incappano in multe».
Stessa musica sul fronte di Licciana Nardi, il cui sindaco Albino Fontana è ancora più drastico: «L'autovelox posizionato a Terrarossa non ha mai registrato sanzioni numericamente consistenti, basti pensare che nei primi 5 mesi di quest'anno siamo a circa mille. Prima del dicembre scorso, poi, era stato inattivo per un bel pezzo e prima ancora di essere spostato dove è attualmente (all'altezza del centro commerciale del Masero, mentre in precedenza era vicino al castello Malaspina ndr) erano in pochi a incappare nel suo occhio elettronico.
Perciò l'importo relativo al 2009 innanzitutto è assai contenuto e inoltre non tutti i soldi delle multe arrivano nelle casse comunali». Risalendo la via della Cisa, notoriamente irta di autovelox, alle porte sud di Villafranca è attivo l'unico apparecchio del Comune: disattivato da tempo quello in centro città. «Se speriamo di fare cassa con le multe, si fa notte - dice amaramente il sindaco Pietro Cerutti - o meglio, tempi erano. A parte il fatto che, come imposto da nuove norme del codice della strada, l'autovelox fisso deve essere posizionato in un solo senso di marcia, cioè alle spalle dei conducenti, nel nostro piazzato sul rettilineo in zona ex Standa ormai incappa solo chi non è della Lunigiana.
Perciò sono davvero pochi i soldi che ora arrivano nelle nostre casse». Infine un dato curioso: sui territori comunali di Filattiera e Pontremoli, sempre sulla via Cisa, esistono altri due autovelox a distanza ravvicinata, mentre un terzo è posto all'altezza della caserma dei carabinieri. Tutti conoscono queste dislocazioni, basta osservare l'andamento del traffico in prossimità degli apparecchi: le auto in transito calano vertiginosamente la velocità prima di passare davanti all'inflessibile occhio elettronico. Almeno un risultato è stato raggiunto, però, ossia tenere un po' più all'erta gli automobilisti che amano pigiare sull'acceleratore, il tutto a favore della sicurezza.
«Quei tempi sono però lontani» afferma Riccardo Varese, sindaco di Podenzana che inoltre precisa: «I piccoli Comuni come il nostro non hanno mai avuto grosse entrate dovute alle sanzioni stradali, dato che almeno due terzi degli accertamenti finiscono nel nulla e quindi la somma che possiamo in effetti ragranellare è poca. Un esempio: sui circa 230mila euro relativi a multe con autovelox del 2009, il Comune ha introitato non più di 70mila euro. Infine da rilevare che gli automobilisti, residenti o no nel nostro Comune, conoscono a menadito dove sono installati gli apparecchi in questione, nel nostro caso a Montedivalli e quindi difficilmente incappano in multe».
Stessa musica sul fronte di Licciana Nardi, il cui sindaco Albino Fontana è ancora più drastico: «L'autovelox posizionato a Terrarossa non ha mai registrato sanzioni numericamente consistenti, basti pensare che nei primi 5 mesi di quest'anno siamo a circa mille. Prima del dicembre scorso, poi, era stato inattivo per un bel pezzo e prima ancora di essere spostato dove è attualmente (all'altezza del centro commerciale del Masero, mentre in precedenza era vicino al castello Malaspina ndr) erano in pochi a incappare nel suo occhio elettronico.
Perciò l'importo relativo al 2009 innanzitutto è assai contenuto e inoltre non tutti i soldi delle multe arrivano nelle casse comunali». Risalendo la via della Cisa, notoriamente irta di autovelox, alle porte sud di Villafranca è attivo l'unico apparecchio del Comune: disattivato da tempo quello in centro città. «Se speriamo di fare cassa con le multe, si fa notte - dice amaramente il sindaco Pietro Cerutti - o meglio, tempi erano. A parte il fatto che, come imposto da nuove norme del codice della strada, l'autovelox fisso deve essere posizionato in un solo senso di marcia, cioè alle spalle dei conducenti, nel nostro piazzato sul rettilineo in zona ex Standa ormai incappa solo chi non è della Lunigiana.
Perciò sono davvero pochi i soldi che ora arrivano nelle nostre casse». Infine un dato curioso: sui territori comunali di Filattiera e Pontremoli, sempre sulla via Cisa, esistono altri due autovelox a distanza ravvicinata, mentre un terzo è posto all'altezza della caserma dei carabinieri. Tutti conoscono queste dislocazioni, basta osservare l'andamento del traffico in prossimità degli apparecchi: le auto in transito calano vertiginosamente la velocità prima di passare davanti all'inflessibile occhio elettronico. Almeno un risultato è stato raggiunto, però, ossia tenere un po' più all'erta gli automobilisti che amano pigiare sull'acceleratore, il tutto a favore della sicurezza.
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