Finanza
Rinviata la conferenza per annunciare le iniziative. Rimpallo di responsabilità tra gli assessori
Eventi estivi, Comune nel caos
Chiara Sillicani
◗
LUNGOMARE. Il litorale di Partaccia dove erano previsti gli eventi tra cui i fuochi dartificio Dieci manifestazioni a rischio, nessuno informa gli organizzatori che devono pagare
3 MINUTI DI LETTURA
MARINA DI MASSA. A chi bazzica il litorale sicuramente la locandina non è sfuggita: dieci manifestazioni nei parchi di Partaccia. Una doppia bella notizia: una serie di eventi e - questo forse l'aspetto più incoraggiante - protagonista una zona (Partaccia, appunto) troppo spesso considerata di serie B. Avrebbe potuto essere una bella opportunità. Il condizionale è d'obbligo perché le dieci iniziative, ampiamente pubblicizzate, rischiano di rimanere una bella scritta su una locandina. L'amministrazione comunale di soldi non ne ha: lo ha ammesso più volte, l'assessorato alla cultura è corso ai ripari e ha chiesto aiuto ai privati. L'Ageparc, l'associazione dei campeggiatori, portafoglio alla mano, ha messo in piede un palinsesto di eventi per animare le serate di Partaccia: mostre mercato, antiquariato e fiori e, per chiudere, i tradizionali fuochi d'artificio. Al Comune l'iniziativa è piaciuta: ha offerto il suo patrocinio e, per informare i cittadini, ha convocato una conferenza stampa. L'appuntamento era per ieri mattina alle 12,30 all'assessorato cultura e turismo. Ma pochi minuti prima, arriva la retromarcia: niente conferenza, eventi in forse. Ma il perché nessuno lo ammette. Il motivo del contendere? Ancora una volta la pecunia. Perchè solo ieri mattina gli organizzatori scoprono di dovere pagare: per ogni bancarella che parteciperà agli eventi, nella casse del Comune devono entrare 5 euro (50 visto che le manifestazioni in programma sono dieci) per un totale di circa 4mila euro. Tutta "colpa" della delibera approvata dal consiglio lo scorso dicembre, delibera che aveva sollevato non poche polemiche da parte dell'opposizione. I 5 euro richiesti (dalle attività produttive), infatti, sono previsti, come diritti di segreteria, da quell'atto. Rimane da capire perché nessuno abbia spiegato all'Ageparc come stanno le cose. Risultato? Tutto si gioca in extremis con il rischio che i 10 eventi rimangano una scritta sui manifesti affissi in bar e locali. Ma non è finita qui, perché l'episodio scatena il classico scarica barile: la colpa non la vuole nessuno. Così ieri, di fronte ad una conferenza stampa cancellata, chiediamo spiegazioni a Carmen Menchini, assessore al turismo, che quella conferenza l'ha convocata: «Ho fatto da intermediario - spiega - mi è stato chiesto di dare rilevanza all'iniziativa, poi mi hanno telefonato per chiedermi un rinvio». E invita a contattare Cinzia Angelotti, delegata per Marina, la quale preferisce non rilasciare dichiarazioni e a sua volta propone di prendere contatto con Luigi Della Pina, assessore alla attività produttive. Ma anche lui si limita ad un laconico: «Non ne sono niente». Probabilmente si è trattato di un qui pro quo, ma certo la giunta non ci fa bella figura: non ci sono soldi per gli eventi, qualcuno li organizza di tasca propria e rischia di buttare tutto all'aria. E a rimetterci sono il turismo e l'immagine del litorale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
