Il Tirreno

«Su Casa Pound il silenzio di Pucci»

Ugolotti (Pd) definisce gravissima l'apertura della sede in città e accusa il sindaco (e la Cordoni) di «aver calpestato l'antifascismo»

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 MASSA. «Leggere che in città il Pdl apre una sede unitamente a Casa Pound, associaizone ha tra i propri scopi sociali "sviluppare in maniera organica un progetto ed una struttura politica nuova, che proietti nel futuro il patrimonio ideale ed umano che il Fascismo italiano ha costruito con immenso sacrificio" costituisce una cosa gravissima ed inaccettabile». A sostenerlo è Cesare Ugolotti, segretario comunale del Pd. Come è possibile, si chiede «consentire che a Massa, capoluogo della Provincia decorata medaglia d'oro alla Resistenza una forza come il Pdl che siede in consiglio comunale possa avere la sede in comune con una tale associazione?»  Ma Ugolotti accusa anche l'amministrazione civica. Anzi, è ad essa che riserva la parte più polemica del suo intervento. «Il sindaco Roberto Pucci ed il suo delegato alla Memoria, Elena Cordoni, tacciono: nessuna parola, nessun atto a difesa della dignità e della storia della nostra città. Probabilmente, come sempre del resto, l'amministrazione è concentrata su ben altre cose molto più soddisfacenti, e dedicare il tempo a questioni che non producono effetti concreti viene forse considerato tempo perso».  Qualcuno, chiude Ugolotti, «potrà forse anche accettare che Pucci per vincere le elezioni abbia fatto il famoso "inciucio" con la destra, ma credo che i cittadini massesi non potranno mai perdonare a nessuno e tantomeno a Pucci ed alla Cordoni di consentire a qualcuno, con il loro silenzio e la loro inerzia, di calpestare la storia e la tradizione antifascista della nostra città».

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