Il Tirreno

Il festival più importante della provincia ha rischiato lo stop a causa dei tagli alla cultura

Lunatica ci sarà, De Andrè forse no

Claudio Figaia
Lunatica ci sarà, De Andrè forse no

Budget ridotto, rischia di saltare l'evento clou in piazza Aranci

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MASSA. «Lunatica» in salvo, anche se con qualche taglio. La Regione ha nei giorni scorsi confermato alla Provincia che il finanziamento della manifestazione apuana - l'evento estivo forse più importante, di sicuro quello di maggior livello culturale della provincia - ci sarà. Più basso dello scorso anno, ma ci sarà. Ma la riduzione delle risorse per la cultura fa sentire comunque: l'evento clou attorno a cui stanno lavorando (o forse bisognerebbe dire: stavano lavorando) gli organizzatori del festival è in forse. E rischia di saltare. L'evento in questione è un concerto di Cristiano De Andrè: "De Andrè canta De Andrè" da tenersi in piazza Aranci. Un appuntamento di grande richiamo, scelto in continuità con altri eventi delle scorse estati: Dalla e De Gregori; la Pfm... Senonchè lo show è, per ora cancellato.

Perchè non ci sono soldi a sufficienza per finanziarlo. Il fatto è che per spettacoli come questi, Lunatica ottiene, di solito, la compartecipazione del Comune in cui si svolge il concerto, in sinergia con Provincia e Regione. L'amministrazione di Massa dovrebbe mettere a disposizione una somma attorno ai 15mila euro, che ancora non sono state messe "nero su bianco". Le ultime notizie, però, sono incoraggianti: il sindaco Roberto Pucci ha assicurato all'assessore alla Cultura della Provincia Lara Venè il suo impegno per garantire l'organizzazione dell'appuntamento. Aldilà di questo, il festival si farà, tra luglio e agosto come ogni estate, e dagli uffici di palazzo ducale annunciano un cartellone «di alto livello, come ormai Lunatica ci ha abituati».

Da Firenze dovrebbero arrivare circa 90mila euro mentre lo scorso anno il finanziamento fu di 114mila euro; altri 90mila saranno stanziati dalla Provincia e quote minori dovrebbero essere messe a disposizione dai Comuni in cui si terranno gli spettacoli (ricordiamo che Lunatica è "itinerante" a coinvolge la Lunigiana e la costa). C'è poi il capitolo del co-finanziamento dei privati. La Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara contribuisce ogni anno in modo decisivo: 114mila euro lo stanziamento della scorsa estate, ancora da definire quanto metterà a disposizione per questa edizione.

Altri contributi arrivano da Camera di Commercio e aziende private in funzione di sponsor. «Il contributo del mondo imprenditoriale e finanziario, del settore privato - dice in proposito l'assessore Venè - è fondamentale per iniziative come il Festival di Lunatica. Ormai è quasi impossibile che gli enti pubblici riescano da soli a organizzare eventi di alto livello esclusivamente con le loro risorse. Le sinergie con la sfera del privato è necessaria ma deve essere intesa non come un'elargizione, un obolo. Perchè la cultura "fa guadagnare": in termini di crescita complessiva del territorio ma anche in termini strettamente economici. È un concetto che deve affermarsi».

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