Il Tirreno

Bond spazzatura, risarciti dal tribunale

L’avvocato Vittorio Bovini
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L’avvocato Vittorio Bovini

Due pensionati riescono a riottenere tutto l'investimento in Cirio e Argentina

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 CARRARA. A dieci anni e oltre di distanza dal boom (e dallo successivo "sboom") si continua a parlare - attraverso le carte bollate e le sentenze - di quei titoli azionari e obbligazionari che nel nostro Paese hanno fanno dannare migliaia di persone, spesso pensionati. Proprio pensionati sono due risparmiatori che in questi giorni hanno vinto una causa per i bond Cirio e Argentina.  Entrambi, come tanti risparmiatori della provincia, avevano effettuato nel corso degli anni 2000 e 2001 due investimenti in obbligazioni Cirio e Argentina che con il default del gruppo Cirio e con il consolidamento del debito argentino si erano conclusi con la perdita di 75 milioni di vecchie Lire. I due pensionati - ne riportiamo solo le iniziali per motivi di riservatezza, G.Z. e R.S., quest'ultima fra l'altro deceduta nel frattempo - privi di esperienza in materia finanziaria, si erano rivolti per i loro investimenti alla allora Banca Toscana che - secondo quanto stabilito dai giudici nella sentenza - non aveva provveduto ad informarli adeguatamente dei rischi che correvano.  Alla perdita dei loro risparmi i due anziani non si erano mai rassegnati, e così si erano rivolti all'avvocato carrarese Vittorio Bovini, legale dell'associazione consumatori Adusbef, esperto in diritto dei mercati finanziari che, unitamente al collega avvocato Roberto Polloni, aveva istruito, nel 2007, la causa presso il Tribunale di Firenze.  La vicenda giudiziaria ha avuto un esito positivo: infatti la sentenza n. 1215/2011 emessa dal Tribunale di Firenze in composizione collegiale, ha dato ragione ai due pensionati condannando la banca alla restituzione della complessiva somma di 51.000 euro, oltre agli interessi dalle date degli investimenti e al pagamento delle spese processuali e con obbligo dei pensionati alla restituzione dei titoli.  Nelle motivazioni della sentenza il Tribunale sottolinea che la banca risultava non avere adempiuto le obbligazioni di natura informativa argomentando che «sia i titoli Argentina che Cirio, per i loro accentuati elementi di rischio, presentavano indubbiamente carattere speculativo ed erano quindi adeguati, soprattutto nel caso di investimenti di una certa consistenza, solo per investitori dotati di esperienza dei mercati finanziari e con attitudine all'investimento speculativo».  «Si tratta di un sentenza - spiega l'avvocato Vittorio Bovini - che ha accolto la domanda di risoluzione dei contratti, ripristinando di fatto la situazione iniziale come se le operazioni di investimento non fossero mai state poste in essere».  L'avvocato Bovini, impegnato da sempre a tutelare i diritti dei risparmiatori, si sta ora occupando, dopo i casi Cirio, Parmalat e Argentina, del contenzioso presso vari tribunali della Toscana che vede interessati gli investitori coinvolti nel crak Lehman Brothers. Le vicende della vendita dei titoli spazzatura sembrano non aver fine. La sentenza sui bond Cirio e Argentina rappresenta però un precedente e uno spiraglio importante: soprattutto laddove ribadisce l'obbligo per l'internediario finanziario di conportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, e di rispettare il principio dell'adeguatezza fra le operazioni consigliate agli investitori e il profilo di ciascun cliente. In questi anni anche la legislazione - con tutta una serie di nuovi obblighi nei confronti degli istituti bancari - è migliorata. Ma il conto pagato da molti è stato davvero doloroso. M.B.

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