Italia
«Nessun pericolo dalla bonifica»
Magnani replica alle accuse: le tecniche usate sono sicure
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MASSA. «Basta con gli allarmismi. Gli interventi di bonifica al Lavello non comportano alcun tipo di pericolo». Le rassicurazioni del vice-presidente della Provincia Fabrizio Magnani arrivano in risposta agli attacchi di Lega e Fli e di Italia Nostra. Mentre i lavori alla foce del Lavello proseguono (con qualche rallentamento causato dalle condizioni del mare) Magnani esordisce definendo gli interventi critici «privi di alcun fondamento scientifico che generano nell'opinione pubblica un ingiustificato allarme». Per Magnani gli allarmismi utilizzsati a fini politici creano solo dei problemi. Magnani specifica che non c'è alcun allarme rosso in corso. «Le concentrazioni dei contaminanti rilevate - spiega con accanto i suoi esperti - ancorché superiori ai limiti stabiliti per i sedimenti marini, risultano tutti inferiori ai limiti fissati per i terreni ad uso commerciale ed industriale; in buona sostanza, se tali concentrazioni fossero state rinvenute sul terreno circostante una qualsiasi attività commerciale o industriale, non sarebbe stato necessario alcun intervento di bonifica». Le voci critiche si erano concentrate anche sul tipo di scavo effettuato nelle zone da bonificare: per qualcuno c'è il rischio che i materiali inquinanti possano diffondersi. «La scelta operata - va avanti Magnani - mira ad una maggiore tutela dell'ambiente e della salute pubblica rispetto a quella inizialmente prospettata. Prima era stato previsto l'utilizzo di una draga idraulica con testa aspirante». Adesso i tecnici hanno invece scelto una draga di tipo meccanico attrezzata con una benna di carico a valve. «Questa - spiega Magnani - comporterà, in primo luogo, un minor quantitativo di materiale dragato, con conseguente vantaggio dal punto di vista ambientale: la draga meccanica riesce infatti ad estrarre i sedimenti con contenuti di acqua nettamente inferiori. Ciò determina una diminuzione dei rischi». Le draghe idrauliche avrebbero anche ributtato in mare acqua torbida che avrebbero "intorbidito" il mare lungo la costa. Ma ciò che preme di più a Magnani è spiegare che il rischio di diffusione dei contaminanti è praticamente «inesistente». «Durante le fasi di dragaggio - insiste - le aree d'intervento saranno completamente confinate mediante l'installazione di panne galleggianti e di gonne antitorbidità, ancorate al fondale per ridurre al minimo la probabilità di dispersione di agenti inquinanti nelle vicinanze delle zone dell'intervento. Tali modalità sono state approvate dal Ministero dell'Ambiente».
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