Il Tirreno

2500 firme contro il porticciolo

Luca Santoni
2500 firme contro il porticciolo

Le associazioni le consegneranno al sindaco, bocciata l'ubicazione al Lavello

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MARINA DI CARRARA. Oltre 1000 sottoscrizioni di cittadini di Carrara e Massa e altre 1500 firme di turisti, contro la costruzione del nuovo porto turistico al Lavello e l'ampliamento del porto commerciale di Marina. Si è conclusa così la campagna "Porto, fare meglio con meno" portata avanti in questi ultimi due mesi dall'alleanza delle associazioni locali, ambientaliste e turistiche. Entro lunedì la petizione con le copie di tutte le firme autenticate verranno consegnate al sindaco Zubbani, al collega di Massa, Roberto Pucci, e a Osvaldo Angeli, presidente della Provincia.  Il richiamo ai rischi idreogeologi, l'accentuarsi dell'erosione costiera, la congestione del traffico, l'inquinamento delle acque e delle zone balneari, la cementificazione e la scomparsa dell'ultimo affaccio al mare liberamente fruibile: questi i punti della petizione portata avanti da Legambiente, Italia Nostra, Ageparc, AmareMarina, Riviera Apuana, Federalberghi Commercio e Massa non è città per giovani. Tante associazioni unite a denunciare la mancanza di una corretta informazione della cittadinanza riguardo le intenzioni delle nostre Amministrazioni. «Questi signori - ha dichiarato Riccardo Canesi, coordinatore della campagna - continuano a sostenere di essere stati eletti per costruire il porto turistico, ma nel programma di Zubbani del 2007 non c'è scritto da nessuna parte che il porto sarebbe dovuto sorgere al Lavello. Ci si continua a sciacquar la bocca con bei discorsi sulla sostenibilità ambientale, la partecipazione e la consultazione popolare, eppure vediamo come hanno tenuto conto del processo partecipativo "Porto le mie Idee" di AmareMarina. La realtà è che a Carrara la partecipazione non esiste». Lorenzo Schiaffino della Ageparc, ricordando il decreto ministeriale del 2002 e la sentenza del Tar del 2004 che, in poche porole, vietavano ogni costruzione a levante del Carrione, si è chiesto: «Quale diavolo di ministro annullerà un decreto ministeriale e una sentenza del Tar?». Rispondendo ad un'uscita di Dino Sodini della Cna dei giorni scorsi, Canesi si è così espresso: «La Cna è rimasta all'800 e mi dispiace che non esista un minimo di autonomia intellettuale e politica dentro un'associazione così importante per la nostra economia. Sarebbero stati i primi ad agevolarsi di un attracco dentro il porto commerciale, ma preferiscono andare dietro a questa ipotesi assurda di porto turistico».  Uniche realtà politiche presenti l'Italia dei Valori e Alleanza per l'Italia. «Secondo noi - ha sostenuto il coordinatore provinciale dell'Idv Galeano Fruzzetti - è possibile dare una risposta alla nautica, ed è possibile fare un porticciolo turistico che risponda ad esigenze reali. Un porticciolo è un conto, un mega porto turistico è un'altra cosa, con tutto quello che ne consegue per lo sviluppo del litorale. Questo argomento ci preoccupa molto. Come Idv a settembre faremo un convegno sul turismo che riguarda l'economia marina, per capire come coniugare tutte le necessità che esistono nel nostro territorio. Il porto commerciale dà una risposta al Pignone, perché non può darlo anche alla nautica?».

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