Gioco
Ora è a capo della Protezione Civile nazionale
Quando il montignosino Gabrielli investigava sulla strage ai Georgofili
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Via dei Georgofili a Firenze dopo la strage di mafia 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Nella notte tra il 26 e il 27 maggio del 1993 un furgoncino carico di esplosivo fu fatto saltare in aria in pieno centro a Firenze. In quell'estate di misteri e stragi anche la Toscana pianse così 5 persone, tra le quali anche una bambina di 9 anni. In prima linea ad indagare su quell'esplosione, nelle ore e nei giorni successivi all'odioso attentato di mafia, c'era anche Franco Gabrielli, montignosino doc e attualmente capo della Protezione Civile. Gabrielli, che nel 1993 aveva 33 anni e ricopriva il ruolo di commissario capo della Digos di Firenze, ha raccontato la sue esperienza in una bella intervista realizzata da Gianluca Monastra su La Repubblica di Firenze. La firma di Gabrielli - che fu nominato coordinatore delle indagini - è ben leggibile in calce alle carte dell'inchiesta che per ora ha portato a quindici ergastoli. Gabrielli ha raccontato la disperazione di quelle ore e la determinatezza con cui furono affrontate le indagini. Fino alla scoperta, tramite lo studio dei tabulati telefonici, della presenza di Gaspare Spatuzza a Firenze nei giorni della strage. Spatuzza era un uomo vicino ai corleonesi di Totò Riina. Da quell'elemento si partì per ricostruire la vicenda. In questi giorni Firenze ha ricordato le 5 vittime dell'attentato. Il procuratore capo del capoluogo toscano Giuseppe Quattrocchi ha confermato che le indagini stanno andando avanti per arrivare ad individuare eventuali mandanti politici per gli attentati di mafia.
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