Il Tirreno

Il presidente dell’associazione “Frediani”: occorre un pronto soccorso più grande e con più personale

«Vogliamo l'ospedale promesso»

Cinzia Carpita
Il pronto soccorso e Renzo Giusti (associazione Frediani)
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Il pronto soccorso e Renzo Giusti (associazione Frediani)

Giusti annuncia una maxi protesta della città con serrata dei negozi

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 CARRARA. Una serrata dei negozi, una città in rivolta: questo sta progettando l'associazione "Ernesto Frediani" per la difesa dell'ospedale. Il presidente Renzo Giusti metterà la patata bollente in mano all'Asl e alla politica locale: un documento durissimo, annuncia, «sulle promesse non mantenute». «Come per il pronto soccorso. Che va ampliato e dotato di più personale».  «E' allucinante. - dice - La direttrice dell'Asl, De Lauretis, è ben conscia di tutte le criticità del pronto soccorso, sia dal punto di vista logistico che sotto il profilo del personale: quello che c'è fa un lavoro eccellente, ma occorrono più addetti. Mancano gli spazi, e se dalle 80 presenze medie giornaliere di pazienti si sale a 90 o più di cento, esplodono i problemi. I familiari in sala di attesa non hanno notizie dei parenti sottoposti ai controlli, il personale che un tempo era stato dedicato dalla vecchia direzione Asl all'opera di informazione, non c'è più. Va ripristinata questa figura. Inoltre, la De Lauretis pare che non voglia spendere nulla in logistica».  Giusti ricorda che anni fa si parlava delle "piastrine", sul lato Massa, del pronto soccorso e di un suo ampliamento. «Poi più nulla: mancavano i soldi. Furono promessi allargamenti di 400 mq. della struttura, ma oggi l'Asl non intende investire in un'opera che verrà abbandonata quando ci sarà l'ospedale per acuti a Massa. E pensare che erano stati stanziati 600mila euro per il pronto soccorso di Carrarra: sono finiti nel calderone del bilancio oberato dai debiti».  L'associazione Frediani, in questa situazione non vede prospettive: «Rischiamo di avere un pronto soccorso in queste condizioni fino almeno al 2016. Il sindaco Zubbani, invece aveva detto che il pronto soccorso avrebbe dovuto essere H24, cioè una struttura funzionante 24 ore su 24, anche dopo l'apertura dell'ospedale in viale Mattei». E aggiunge: «Ci vogliono 29 mesi per realizzare l'ospedale unico, altri 12 per attrezzarlo e arriviamo a 41 mesi se tutto va bene: per tutto questo tempo il nostro pronto soccorso resterà nelle attuali condizioni? Viste le lunghe attese in sala d'aspetto, - passatemi la battuta - è meglio che la gente ci vada fornita di cibo e acqua, altrimenti rischia di morire di fame. Fra Massa e Carrara possimao calcolare nei due pronto-soccorso 90mila presenze in un anno. Qui bisogna rinforzare il personale medico, che ora sta facendo un superlavoro: tutta gente preparata professionalmente e che non si tira mai indietro, personale tecnico, infermieristico e medico qualificato e gentile con tutti. I cittadini in sala di attesa si indispettiscono, senza sapere che dall'altra parte gli operatori sono come una catena di montaggio». Ecco perché Giusti ritiene indispensabile un addetto per informare i cittadini. «Oltre all'ampliamento della strtuttura».  Poi annuncia: «Cominceremo a fare manifestazioni di protesta, con chiusure a ore dei negozi, ovviamente d'accordo con le associazioni di categoria. Non si può accettare che la cittadinanza paghi per colpe che non ha».  L'associazione presenterà a giorni il proprio programma di richieste. «Partiamo da una firma di Enrico Rossi quando era assessore regionale alla sanità, e dell'ex sindaco Giulio Conti, su un protocollo di intesa del 2003: ciò che fu promesso lo vogliamo e ci abbiamo aggiunto qualche altra richiesta».

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