Il Tirreno

Ultimatum di Costa alla Aimeri

Gianluca Uberti
Mauro Costa lo stoccaggio dei rifiuti e l’azienda
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Mauro Costa lo stoccaggio dei rifiuti e l’azienda

Il patron della ditta di Albiano: nuove serrate se i pagamenti tarderanno

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 AULLA. «Se succederà nuovamente che la Aimeri non ci corrisponderà quanto dovuto, non ci faremo scrupolo di chiudere ancora i cancelli ai loro mezzi. A noi interessa lavorare ed è quello che stiamo facendo e bene, pertanto l'importante è che ci paghino».  A parlare è Mauro Costa, patron della ditta che porta il suo nome e che lavora rifiuti ad Albiano Magra da quindici anni. L'imprenditore spezzino così replica alla nostra sollecitazione sullo spiacevole episodio verificatosi nei giorni scorsi, quando i mezzi della Aimeri, la ditta che si occupa della raccolta differenziata dei rifiuti per conto della Comunità montana in tutti i Comuni lunigianesi, si sono trovati i cancelli sbarrati alla ditta Costa, riuscendo a entrare soltanto dopo cinque giorni in cui i rifiuti sono rimasti sui mezzi parcheggiati nell'area di Boceda di Mulazzo, trasformandosi in mini discariche su quattro ruote.  Pertanto, in Lunigiana si rischia una emergenza rifiuti come quella che ha colpito Massa, con cassonetti stracolmi e tutto intorno sacchi e sacchetti di immondizia?  Nessuno lo può escludere e la possibilità spaventa non poco, visto che afa e caldo sono già una realtà. «D'altronde, non potevamo che chiudere i nostri cancelli, visto che la Aimeri - aggiunge Costa - non ci pagava da ben tre mesi».  E pensare che la situazione attuale per la ditta Costa è ottima: «Ora è tutto a posto, stiamo lavorando senza molti problemi - conclude l'imprenditore ligure - e il concordato preventivo che avevamo presentato è stato superato».  Ricordiamo che il respingimento dei mezzi della Aimeri era stato il tema di una conferenza stampa svoltasi presso la sede aullese della Cgil.  «Mezzi respinti perché - spiegava Angelo Fruzzetti, responsabile provinciale servizi pubblici della Cgil - ci sono Comuni lunigianesi che non pagano la loro quota per lo smaltimento all'Impresa Costa Mauro sas». Fruzzetti non si era sbottonato nel modo più assoluto su quali sono i Comuni inadempienti, ma, secondo le solite voci di corridoio, si tratterebbe di Licciana Nardi e Villafranca.  «Di certo è una situazione che dimostra - aggiungeva Paolo Guerra, segretario provinciale funzione pubblica della Cgil - l'assenza di una politica provinciale dei rifiuti e di un piano industriale serio sulla questione».  Ma quello che maggiormente premeva al principale sindacato italiano è tutelare i lavoratori Aimeri, «poiché la gente, non vedendo più passare i mezzi, potrebbe tendere - spiegava Fruzzetti - a dare la colpa ai lavoratori, ma loro si trovano fra l'incudine e il martello, stretti nella morsa di Comuni che non pagano, poiché senza soldi a causa dei tagli del governo Berlusconi e di gestioni precedenti, e del fatto che hanno dovuto garantire la reperibilità anche durante i giorni in cui i cancelli della Costa erano chiusi».

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