Spuntano i regalini ai politici
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Prospero Santacroce, imprenditore apuano Orologi e sacchetti di arance per gli amici dell'imprenditore
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MASSA. Non solo i pranzi di lavoro con Salvatore Iodice, Stefano Tendola e Salvatore Cantone (in pochi mesi ha dovuto pagare 1.700 euro), per Prospero Santacroce le spese di rappresentanza erano una voce importante nel suo giro di affari. Una sorta di lista Anemone in salsa massese quella che ha fatto capire di avere in mano il sostituto procuratore Rossella Soffio durante la sua arringa, dove ha chiesto i sei anni di condanna per l'imprenditore. Ci sono un po' tutti, ma soprattutto politici (perfino un ex assessore). Santacroce aveva rapporti ottimi con chiunque e in occasione di ricorrenze speciali, o solo per farsi vedere, inviava dei doni. Anche un semplice sacchetto di arance. Ma i regali arrivavano in particolare da un negozio molto conosciuto in città. A chi regalava un orologio, a chi un berretto. Roba costosa, ma anche no. Pure a Firenze ricevevano i suoi regalini e mai nessuno si è sognato di restituirli al mittente. C'è da dire, comunque, che la procura non ha trovato alcun riscontro su cosa ricevesse in cambio dei doni Santacroce, anzi sempra assodato che non ricevesse nulla in cambio. Pura rappresentanza. Il pubblico mistero Soffio però ha sottolineato questo aspetto per far capire quale era la consuetudine. Tanto è vero che da quando è spuntata l'appaltopoli di via Pellegrini gli affari del negozio preferito sono lievemente calati.
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