Italia
No ai licenziamenti, stamani lo sciopero con assemblea al cantiere navale
Nca, Rigoni pungola il governo
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I Nuovi Cantieri Apuania di Marina Nel mirino le promesse di Matteoli per la seconda nave Rfi
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MARINA DI CARRARA. Stamani assemblea dei lavoratori Nca e sciopero di 8 ore. Contro il piano di 55 esuberi dell'azienda. E parte anche una intrerrogazione urgente in commissione, da parte degli onorevoli Andrea Rigoni e Paolo Fadda, al ministro dello sviluppo economico per il futuro del cantiere navale. Premesso che l'area industriale della provincia «continua ad essere interessata da una profonda crisi di particolare complessità». Rigoni e Fadda ricordano il recente protocollo sottoscritto da Pronvincia, Regione e Ministero, «propedeutico all'accordo di programma per lo sviluppo e la reindustrializzazione delle locali aree produttive». I due parlamentari esprimono preoccupazione per Nca, per il quale «vengono preclusi definitivamente ipotesi di partnership al di fuori di soluzioni private, e con prospettive produttive definitivamente estranee alla tradizionale tradizione cantieristica; la commessa acquisita da Nca relativa alla costruzione di un maxi traghetto per la Rete Ferroviaria Italiana, per un valore di circa 50 milioni di euro, rischia di tradursi come l'ultima testimonianza di un'esperienza e una professionalità maturata in decenni di attività nel settore della navalmeccanica; in questo senso si rende necessario comprendere in tempi rapidi se le dichiarazioni rilasciate alle maestranze del cantiere dal ministro Matteoli, relativamente alla acquisizione di una seconda commessa Rfi, possano trovare effettiva realizzazione; presupposto per il perfezionamento del protocollo e per la reindustrializzazione dell'area, è costituito dalla sottoscrizione, entro settembre, di uno specifico accordo di programma tra Stato, Regione e amministrazioni locali, sulla base dell'elaborazione affidata a Invitalia; la ricerca di soluzioni concordate tra tutti i soggetti coinvolti, rappresenta il presupposto per scongiurare esiti traumatici, sul piano economico, sociale e territoriale». Ricordano il recente accordo per la «cassa integrazione straordinaria di 12 mesi», «con contestuale dichiarazione del management di Nca della apertura di una procedura di mobilità per una previsione di esuberi per 55 unità, su 182 attuali». Rigoni a Fadda chiedono «se e per quanto tempo il governo intenda garantire la continuità di Nca con la presenza di Invitalia nel capitale sociale»; cosa intenda fare per garantire che il piano degli esuberi proposto dal management di Nca, non sia attuato «prescindere da quanto previsto nel protocollo per Massa Carrara, in particolare senza che sia presentato un piano industriale». Chiedono «se corrispondono al vero le dichiarazioni rilasciate alle maestranze dal ministro Matteoli relativamente alla acquisizione di una seconda commessa Rfi; a che punto sia la predisposizione dell'accordo di programma e quali siano le risorse destinate; quali siano le soluzioni individuate da Invitalia, e verso quali settori industriali diversi dalla navalmeccanica, si stia rivolgendo l'attenzione».
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