Il Tirreno

Ferrovie, più fermate alle stazioni lunigianesi

La Regione appoggia la mozione di Jacopo Ferri sul ripristino della corsa Genova-Bologna

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 PONTREMOLI. È stata approvata all'unanimità in Regione la mozione che chiede di riattivare nella sua completezza la corsa ferroviaria Genova-Bologna.  Il consiglio regionale ha approvato all'unanimità la mozione proposta, già a metà dicembre 2010, dai consiglieri del Pdl, Ferri, Magnolfi, Santini e Ammirati con la quale l'assessore Ceccobao viene invitato ad attivarsi per ripristinare la corsa ferroviaria, sia andata che di ritorno, Genova-Bologna (2291-2292-2293), soppressa con il nuovo orario di dicembre 2010.  «Tale soppressione spiega il consigliere regionale del Pdl, Jacopo Ferri - ha determinato il sollevarsi di proteste vibranti e giustificatissime visto che il treno era molto utilizzato da pendolari lavoratori e studenti e in generale non soffriva di penuria di presenze di viaggiatori. Il disagio arrecato è stato quindi, ed è tuttora, notevolissimo. Quel treno infatti serviva molto utilmente anche località della provincia di Massa Carrara. Peraltro, nel frattempo, la Regione Emilia Romagna ha posto almeno parziale rimedio al danno arrecato ai propri cittadini attivando dal 31 gennaio 2011 una nuova corsa che parte da Parma alle 18.42 e che termina a Borgo Val di Taro, cioè al confine con la Toscana».  Con questa mozione il consiglio regionale chiede dunque all'assessore Luca Ceccobao di «prendere contatto con i propri colleghi delle Regioni Emilia Romagna e Liguria e di farsi parte attiva al fine di rimediare a quanto avvenuto convenendo di riattivare una corsa di tale importanza per le tre regioni che peraltro era e sarebbe garantita nella sua sostenibilità economica dal notevole utilizzo dei viaggiatori e, comunque, chiede anche di fare in modo, da subito, che l'attuale corsa attivata dal 31 gennaio 2011 da Parma, con partenza alle 18.42, a Borgo Val di Taro, possa al più presto essere prolungata almeno fino alle stazioni lunigianesi di Pontremoli, Filattiera, Villafranca e Aulla». M.L.

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