Sicurezza
Novità dallazienda pubblico-privata sotto inchiesta per truffa ai danni dellUnione europea
ErreErre, cene per 57mila euro
Claudio Figaia
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La sede della società ErreErre Maxi spese di rappresentanza nei conti della società mai entrata in funzione
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MASSA. Restano i sigilli all'impianto ErreErre: l'istanza di dissequestro presentata da Domenico Del Carlo, titolare della Delca, è stato ritirato. Intanto, dalle documentazioni relative ai bilanci della società, emergono spese destinate a fare discutere. Come i 57mila euro riportati a bilancio per "spese di rappresentanza". Cene e pranzi in ristoranti di prestigio della nostra zona e della Versilia: questa sarebbe la "causale" di questi spese di rappresentanza. Oltre cinquantamila euro che, per un'azienda che non funziona - nel senso tecnico: non è in attività - e, quindi, non ha ricavi e neanche attività commerciali, non sono pochi. Anche perchè non è facile immaginarsi con quali clienti od operatori si siano tenute queste cene, si presume, d'affari. L'unica ipotesi è ritenere che questi appuntamenti siano serviti a mettere a punto accordi futuribili con altrettanto futuribili partner di ErreErre (tipo: aziende del settore conserviero o cementifici interessati al combustibile tratto dai rifiuti che la società dovrebbe produrre per alimentare i loro altiforni). ErreErre pur non essendo mai entrata in funzione è comunque riuscita, nella sua breve esistenza (è stata creata nel 2003) ad accumulare un deficit di bilancio di 6 milioni di euro dalla sua costituzione ad oggi; a finire al centro di un'inchiesta condotta dalla procura di Massa per una presunta truffa ai danni dell'Unione europea - in sostanza avrebbe gonfiato i costi di realizzazione dell'impianto allo scopo di ottenere maggiori contributi comunitari - e ad essere messa sotto sequestro dai carabinieri del Noe. Che nei suoi bilanci ora all'esame del rinnovato collegio sindacale vi siano anche spese come quei 57mila euro per cene di rappresentanza non stupisce più di tanto. E, proposito di "spese di rappresentanza", va aggiunto che nei conti di Cermec (la società pubblica che, assieme al privato Delca, ha creato ErreErre) la "due diligence" condotta dai fiscalisti Giulio Andreani e Paolo Bianchi scoprì che la carta di credito aziendale era stata utilizzata per l'acquisto di capi di abbigliamento e per saldare i conti di alcuni ristoranti piuttosto "in". E va ricordato, inoltre, che nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha inviato avvisi di garanzia per evasione fiscale a Roberto Vaira, presidente di Cermec Spa dal 2003 al 2005 Luciano Bertoneri, suo successore alla presidenza di Cermec (in carica dal 2005 al 2009); e Domenico Del Carlo, legale rappresentante della Delca Spa di Vicopisano. I tre sono indagati per un giro di fatture per 16,5 milioni emesse da Delca Spa a Cermec a cui non corrispondeva alcuna prestazione. Intanto, lo studio legale Padovani, in rappresentanza di Domenico Del Carlo, amministratore unico di Delca, ha ritirato l'istanza per la revoca del sequestro dell'impianto Erre Erre eseguito il 9 maggio scorso dai carabinieri. Il ritiro è stato formalizzato ieri, proprio nel giorno in cui il tribunale del riesame doveva esaminare la richiesta avanzata da Delca.
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