La manifestazione
Attese record per la fisioterapia
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La sala riabilitazione del centro Don Gnocchi La denuncia dei sindacati. «Per le medie urgenze servono 10 mesi»
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MASSA. Tempi di attesa lunghissimi per chi deve fare riabilitazione post-operatoria o per problemi comuni come mal di schiena o periartriti. E così i sindacati tornano a lanciare l'allarme per il settore Fisioterapia dell'Asl. A lanciare l'allarme è Valerio Musetti, responsabile Fp-Cgil per la Sanità. «Il personale era già carente - spiega il sindacalista - ma la situazione sta peggiorando nel tempo. Il personale scarseggia e i pensionamenti senza ricambio hanno peggiorato la situazione delle liste di attesa». Il risultato? Secondo la Cgil i dati sulle liste di attesa parlano da soli. Per le urgenze anche nel caso di recupero post-operatorio il sindacato rileva in media 25 giorni di attesa con tempi leggermente inferiori per chi necessita di protesi al ginocchio o all'anca. Ma la situazione più disastrata riguarderebbe i tempi di attesa per le medie urgenze (che sono la fetta più ampia dei servizi richiesti), che si attesterebbero attorno ai 10 mesi. Fisioterapia e riabilitazione potrebbero sembrare meno "urgenti" rispetto ad altri tipi di interventi sanitari. Ma i danni provocati da un ritardo nella terapia post-operatoria o per la cura di malattie cronicizzanti potrebbero essere altissimi. «Se gli interventi non sono adeguati nei tempi - attacca Musetti - si può precludere il risultato riabilitativo o limitarlo». Per questo il sindacato insiste nel chiedere un potenziamento dei servizi alla pelù di Massa, alla Don Gnocchi, a Marina di Carrara e in Lunigiana. «La carenza di personale - insiste Musetti - è strutturale. E ora con pensionamenti e blocco del turn over non può che aggravarsi». Ma il problema non è solo legato al personale. «Prima di tutto - continua Musetti - serve una riorganizzazione del servizio anche a domicilio. La riabilitazione è gestita con personale Asl e con dipendenti di enti come l'Aias. Ma non si riesce comunque a coprire tutte le esigenze dei pazienti». Infine, conclude poi il sindacalista «bisognerebbe anche trovare spazi più adatti alla riabilitazione: i centri attualmente usati non sono adeguati». G.D.
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