Apuafarma, i primi licenziamenti
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Il direttore Buffoni e la sede Apuafarma Non sarà rinnovato il contratto a tredici operatrici socio educative
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CARRARA. Tagliare: quando c'è crisi, si finisce sempre per incidere sui posti di lavoro. Non fa eccezione Apuafarma, la mega-partecipata del Comune cresciuta a dimensioni monstre soprattutto nel sociale. Ora, a fronte di un disavanzo da mezzo milione (argomento anche della giunta di ieri) la prospettiva è di tredici posti in meno: tredici "Ose", operatrici socio-educative. Ma per il 2011, le risorse aggiuntive ci saranno. Si tratta di personale a tempo determinato, in scadenza a giugno (i contratti di questo tipo coprono l'arco dell'anno scolastico, di solito); l'idea dell'azienda è di riuscire a programmare gli stessi servizi con meno personale, utilizzando solo le 40 Ose assunte a tempo indeterminato. La segnalazione di questo taglio arriva dai genitori di una ragazzina disabile. Già a gennaio, ricordano, avevano tolto due ore alla loro figlia, che usufruiva di «ben 6 ore settimanali di questo servizio». Si fa notare che «la Ose è una persona specializzata che entra in relazione con persone in difficoltà e le aiuta a raggiungere uno stato di autonomia il più alto possibile. La riduzione delle due ore era stata motivata dalla necessità di utilizzare tali ore per coprire altre persone in attesa del servizio. Si era percepito e poi si è confermato che si tratta di un "vero e proprio taglio". Ad oggi invece, il taglio si fa più grosso, verranno licenziate molte Ose a tempo determinato (per risparmiare è chiaro) e i nostri figli verranno "spalmati" tra le Ose a tempo indeterminato. Forse da un punto di vista aziendale la cosa non fa una piega, ma i nostri figli non sono "pratiche" che si possono suddividere in altre scrivanie per meglio far funzionare l'azienda». E aggiungono: «Il rispetto alla persona è d'obbligo, i nostri ragazzi faticano a mettersi in relazione con le persone nuove e non è sempre piacevole e facile creare una relazione nuova. E' fonte di stress per loro e anche per le famiglie». I genitori auspicano che chi di dovere «riconsideri il problema sollevato mantenendo il diritto ad una continuità affettiva e concreta». La direzione di Apuafarma ammette che si tratta di un problema di budget. «Vedremo cosa ci sarà messo a disposizione dal Comune, poi valuteremo. Entro una decina di giorni saremo in grado di chiudere il bilancio 2010 e impostare quello 2011 - spiega il direttore Francesco Buffoni - c'è pieno dialogo con l'amministrazione e disponibilità. Per quanto riguarda le Ose, per il momento i contratti a tempo determinato non vengono rinnovati. Da qui a settembre c'è anche da parte nostra l'auspicio che si possano avere diverse prospettive». LA GIUNTA: DISPONIBILITÀ. La giunta su Apuafarma - come spiega l'assessore Giuseppina Andreazzoli ha deciso che coprirà senz'altro i maggiori costi per il 2011, sul pregresso è ancora da valutare la miglior soluzione. Non è escluso che il bilancio Apuafara possa chiudere con una perdita, di entità da decidere. Per il bilancio comunale, la quadratura non c'è ancora. Bisogna ritoccare ancora altre voci di uscita: altri tagli. I SINDACATI: SUBITO UN CONFRONTO. In merito al caso Apuafarma, i sindacati, in una nota unitaria, sottolineano che dai dati forniti dall'azienda, il problema è che a fronte di servizi aumentati su richiesta del Comune, i corrispettivi ad Apuafarma sono rimasti «invariati dal 2006». In particolare per il settore Socio Educativo: «Operatori socio educativi (sostegno all'handicap o al disagio) in ambito scolastico: si è passati da 19.688 ore nel 2006 (gestione diretta comunale) a 23.147 ore nel 2010 (con un picco di 30.625 ore nel 2008) - stanziamento invariato negli anni di 280mila euro». E così anche per altri ambiti. I sindacati diffidano chiunque «da dare interpretazioni del tipo "il costo del personale fa lievitare i costi di Apuafarma"! I lavoratori e le lavoratrici erogano servizi essenziali per la cittadinanza, la maggior parte con contratti part time, molti con contratti a tempo determinato, tutti con stipendi da fame! (circa 850 euro medi mensili)». E concludono: «È sempre più urgente l'incontro a tre (Comune, Apuafarma, Organizzazioni Sindacali) per mettere una parola finale e chiara a questa vicenda»; la nota è a firma delle segreterie provinciali Cgil Fp (Silvano Leoni), Cisl Fisascat (Roberto Catelani), Uil Fpl (Fabrizio Dazzi). M.B.
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