Il Tirreno

Redditi più alti, case Erp a rischio

Redditi più alti, case Erp a rischio

Già inviati gli avvisi di decadenza di assegnazione

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 MASSA. Molte famiglie massesi, che da anni abitano in alloggi popolari, sono in grande apprensione. Propio in questi giorni hanno ricevuto da parte dell'Erp una comunicazione di decadenza dall'assegnazione della abitazione che occupano perché supererebbero i limiti di reddito. In poche parole devono lasciare la loro casa. Una notizia che ha gettato nello sconforto questi cittadini massesi che potrebbero trovarsi presto alle prese con il problema casa. Su questo argomento è intervenuto il consigliere comunale del partito democratico Stefano Alberti attraverso un'interpellanza inviata al sindaco Roberto Pucci.  «L'applicazione di questo articolo - spiega il consigliere Alberti - della legge regionale 96/96, a mio avviso restrittivo e vetusto, non corrisponde più a criteri di equità di trattamento di equità di trattamento ne contrasta quei fenomeni di reddito non dichiarato o meglio tra quanto dichiarato e ricchezza evidente e alcune volte anche ostentata. I più colpiti rimangono ancora una volta coloro che dichiarano tutto, i redditi da lavoro dipendente o da pensione e soprattutto coloro che non escogitano elusioni alle normative».  Secondo Alberti l'amministrazione dovrebbe valutare caso per caso. «Si pensi ad esempio a quei nuclei familiari, che si ritrovano fuori dai parametri di legge perché il figlio, magari a costo di enormi sacrifici per tirarlo su e farlo studiare, trova un lavoretto e in questo modo va a incremetare formalmente il reddito del nucleo familiare».  I nuclei familiari di cui parla Alberti tra le altre cose sono quelli inseriti in una fascia di canone C1 ossia quelli che pagano l'affitto più alto e dove la morosità è pari a zero.  Per questo motivo il consigliere del Partito Democratico ha chiesto un intervento del sindaco Roberto Pucci. «Vorrei sapere dal primo cittadino - scrive Alberti - come intende attivarsi, oltre alle procedure già previste, per garantire una verifica attenta di tutte quelle situazioni che vedono coinvolti assegnatari pensionati, lavoratori dipendenti o con invalidità il cui reddito familiare, determinato in larga parte dal reddito dei figli produce una situazione di palese iniquità per il mantenimento dei requisiti e soprattutto quali forme di monitoraggio intende promuovere per contrastare quei fenomeni di evidente contrasto tra il tenore di vita e il canone effettivo pagato. Un problema che l'amministrazione deve risolvere». R.L.

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