Il Tirreno

Pronto soccorso. Al lavoro e in sala d’attesa come in trincea: spazi angusti e manca anche il distributore dell’acqua

In reparto barelle vecchie e un unico bagno

Alessandra Vivoli
Il Pronto Soccorso di Carrara
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Il Pronto Soccorso di Carrara

I risultati choc di un'indagine del Tribunale del malato: intervistati medici e infermieri

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 CARRARA. Barelle usurate. Spazi angusti. Nessun distributore per l'acqua. Un solo bagno a cui accedono disabili, uomini e donne. È questa la fotografia del Pronto soccorso che emerge da un monitoraggio condotto dal Tribunale del malato in accordo con l'azienda e gli operatori. Insomma, a evidenziare cosa funziona e cosa no, è stato chi in reparto ci lavora. Ogni giorno.   Al Pronto soccorso come in trincea. Stanzette piccole, dove a fatica vengono sistemati i pazienti. Barelle con gli ammalati piazzate lungo i corridoi. Nemmeno l'acqua da bere: il distributore non c'è. I medici e gli operatori devono arrangiarsi con le bottiglie. I familiari e gli utenti invece devono portarsele da casa. Altrimenti bisogna entrare fin dentro il monoblocco.  Una situazione di disagio, esplosa con la superaffluenza dell'inizio della settimana, legata al gran caldo. Ma, a quanto pare, l'azienda di tutte queste criticità era già a conoscenza: la ricerca del Tribunale del malato è, infatti, del 18 aprile scorso. Ed è stata condotta in accordo con l'Asl e illustrata (e consegnata) ai vertici dell'azienda.  Dai questionari (si tratta di un progetto di carattere regionale) e, soprattutto, dalle risposte degli operatori si delineano i contorni di un reparto in grande affanno.   «Troppi pochi medici, non si rispettano le disposizioni di legge». L'altra sera al protno soccorso alcuni utenti, stremati dalle attese, hanno chiamato i carabinieri: i militari non hanno potuto far altro che constatare la grande affluenza e il super lavoro dei medici. Nessun provvedimento, quindi. Ma il problema, di carattere legale, potrebbe essere affrontato da un'angolazione diversa. E non coinvolgere nella maniera più assoluta gli operatori del Pronto soccorso, ma l'organizzazione stessa del reparto.  È un passaggio «forte» quello del Tribunale del malato a corollario dei questionari sull'andamento del reparto. E riguarda proprio il personale medico del Pronto soccorso: due medici per i turni del mattino e del pomeriggio e uno solo per la notte. «Questa organizzazione - sdi legge nelle note - va contro le disposizioni di legge, per i Pronto soccorso con accessi superiori ai 25mila l'anno, A Carrara ce ne sono 32mila: un medico solo la notte è troppo poco».   «Il reparto va ampliato non smantellato». È un apello quello del presidente del Tribunale del malato, avvocato Gian Luigi Fondi. «Dobbiamo smettere di ridurre oggi pensando al domani - spiega - Come Tribvunale del malato ci opponimao a qualsiasi riduzione di funzionalità del Pronto soccorso di Carrara che, è bene ricordarlo deve fare i conti con il turismo estivo e con il bacino di utenza delle cave. Quindi o si ampliano i distretti sanitari, creando nuove postazioni mediche, o in alternativa va ampliato il Pronto soccorso. Noi insistiamo a dare suggerimenti, speriamo che arrivino anche alla politica e alle istituzioni».

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