Il Tirreno

Il nuovo mercato. Nel 2010 ne sono stati venduti 167 ad Aulla e cento a Pontremoli. Ottimo riscontro per i primi cinque mesi di quest’nno

Boom immobiliare per cascinali e poderi

Fabrizio Palagi   Gianluca Uberti
Caccia aperta ai tanti casali ancora sul mercato in Lunigiana
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Caccia aperta ai tanti casali ancora sul mercato in Lunigiana

Tantissimi gli stranieri pronti a stabilirsi in Lunigiana pagando cifre da capogiro

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 AULLA. Cascinali, poderi, case negli antichi bordi, ruderi in qualsiasi stato: non importa come e dove sono, l'importante, per i tanti stranieri (e non solo) a caccia di abitazioni particolari, è trovarne qualcuno nell'immenso territorio della Lunigiana.  Secondo quanto riporta il più importante quotidiano economico italiano, "Il Sole 24 Ore", il casale da seconda casa si sta trasformando in una dimora fissa: lo scorso anno ne sono stati venduti 167 ad Aulla e cento a Pontremoli.  Anche se non siamo a una vera e propria fuga dalla città (almeno per chi può permetterselo) c'è una tendenza che prende sempre più piede a livello nazionale, ossia quella di rinunciare a vivere in gremiti agglomerati urbani, siano essi metropoli o medie città, per trasferirsi in campagna, anche sobbarcandosi decine di chilometri di percorso per andare al lavoro.  E allora ecco l'autentico boom immobiliare che sta investendo un po' tutta la Lunigiana, per la verità iniziato da anni, ma la cui onda lunga sta ancora percorrendo il comprensorio.  «Tocchiamo ferro, ma il momento è ottimo, come conferma il nostro giro d'affari, che va dai 40mila euro per il piccolo appartamento incastonato in un antico borgo, ai 250mila euro per un grosso cascinale da ristrutturare, al mezzo milione per un rustico con terreno attiguo, ai due milioni per un piccolo castello».  Lo afferma Lois Allan, responsabile dell'agenzia immobiliare "L'architrave" con sede a Licciana Nardi, ma operativa sull'intero comprensorio. «Ormai chi viene a vivere in Lunigiana - dice l'imprenditrice originaria dell'Inghilterra ma da vent'anni sulla scena immobiliare del comprensorio - lo fa per restarci quasi tutto l'anno e non per trascorrervi le vacanze. I nostri clienti provengono da tutto il mondo e quindi la Lunigiana sta diventando sempre più internazionale. Infatti sui campanelli delle abitazioni è sempre più facile trovarvi nomi tedeschi, russi, norvegesi, del Regno Unito, olandesi, americani e perfino del Sud Africa, senza parlare poi dei tanti europei che, dopo aver lavorato una vita nei Paesi del Medio Oriente, preferiscono trasferirsi in Lunigiana anzichè tornare nelle loro nazioni d'origine».  Lois Allan rimarca poi che la caccia al cascinale-rudere-rustico è aperta 360 gradi, partendo appunto dal mini appartamento alla costruzione in stile castellano, con nel mezzo opzioni per vecchie case nel borgo, poderi, castagneti e, appunto, cascine o ex fattorie agricole.  Ma c'è anche l'altra faccia della medaglia che un po' frena gli entusiasmi immobiliari. Secondo l'agenzia immobiliare "Aulla Casa 95" di Aulla la realtà è un po' diversa.  Quando facciamo scivolare sulla scrivania l'articolo de "Il Sole 24 Ore", che presenta riquadri di casali di valore compreso fra 800mila e un milione e 200mila euro, casali ubicati nel cuneese, a Siena e nel Bresciano, la reazione che otteniamo è di stupore: «Qui non trattiamo niente del genere, niente di tale valore. Infatti, i casali che vendiamo hanno un valore di 50, 60, massimo 70mila euro, che poi l'acquirente ristruttura come meglio crede. Abbiamo anche rustici da 400mila euro, ma per quelli non c'è richiesta, non riusciamo a venderli».  Di conseguenza, pare di capire che la tendenza a utilizzare il casale come prima casa sia ancora estranea per certe zone della Lunigiana.  «Almeno qui da noi è così. Infatti, come prime case vendiamo, soprattutto, appartamenti semi indipendenti con giardino, localizzati ad Aulla e a Terrarossa» viene aggiunto.  In conclusione, all'agenzia immobiliare ubicata proprio nel centro storico aullese viene ribadito che Aulla e i suoi dintorni restano terreno privilegiato per le prime case, mentre le seconde case sono diffuse nel Comune di Licciana Nardi e nel Fivizzanese: «Nonostante le difficoltà, in Lunigiana la situazione rimane vantaggiosa, visto che al metro quadrato si paga, in media, 1.800 euro, cifra che lievita a 2mila euro a Santo Stefano Magra per salire a 2mila e duecento euro a Sarzana, dove nel centro storico si possono superare facilmente i 3mila euro».

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