Finanza
Manifestazioni vietate in centro
Claudio Figaia
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CITTÀ BLINDATA. Le tensioni del 30 aprile "Zone rosse" per tutelare shopping e struscio. Ma c'è chi non firma
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MASSA. Vietati - nei weekend e nei giorni di festa - cortei e manifestazioni nel centro di Massa e - tutti i giorni - nel centro di Carrara. Per non vedere più scenari da anni Settanta con le strade dello shopping presidiate da forze di polizia in assetto anti-sommossa e cortei che disturbano il passeggio. È il senso del protocollo «per la disciplina delle manifestazioni pubbliche nei centri urbani e nelle aree sensibili» firmato ieri in prefettura. A sottoscrivere il documento sono, oltre al prefetto Giuseppe Merendino, i sindaci di Massa e Cararra, il presidente della Provincia e molte - non tutte - delle organizzazioni sindacali e politiche del territorio. Non hanno firmato, ad esempio, la Cgil e Rifondazione, mentre Carc, Forza Nuova e altri gruppi definibili come "estremisti" - che sono pure sono i soggetti che promuovono il maggior numero di manifestazioni - non sarebbero neanche stati contattati per una valutazione del protocollo. Il protocollo, in sostanza, stabilisce di "sottrarre" (questo il termine usato) alcune aree delle città di Carrara e di Massa allo svolgimento delle manifestazioni e, quindi, a individuare altre zone in cui consentire il diritto a manifestare (che è tutelato dalla Costituzione). La regolamentazione dei cortei è modulata (vedi scheda a fianco) in vario modo. A Massa il centro dello shopping sarà vietato nei pomeriggi pre-festivi e festivi; a Carrara il no ai cortei nella zona Via Roma-Piazza Matteotti sarà interdetto a ogni ora di ogni giorno. Nascono, insomma, delle specie di "zone rosse" che i manifestanti non potranno oltrepassare. Va detto, però, che quello firmato ieri è un protocollo, cioè un accordo di massima e non certo una "legge". Le valutazioni in materia di ordine pubblico e sicurezza ma anche quelle sulla tutela del diritto a manifestare resteranno in capo all'autorità competente, vale a dire al questore. Il documento, tuttavia, sarà un elemento di cui l'autorità competente dovrà tenere conto nelle sue decisioni circa la concessione di una piazza per una manifestazione. Tant'è che lo stesso protocollo fa rilevare che «anche i promotori di manifestazioni che non sottoscrivono l'accordo saranno garantiti a manifestare, fatta salva ogni altra valutazione che verrà fatta dall'autorità competente». Di sicuro, il protocollo ve nella direzione auspicata dal sindaco di Massa Roberto Pucci, il quale, all'indomani del sabato di tensione e di centro blindato (era il 30 aprile), era tornato a chiedere una "regolamentazione" del diritto a manifestare.
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