La manifestazione
I finiani portano un dossier in Procura
Esposto sull'insediamento del Pignone e sul Sin
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CARRARA. Un esposto alla Procura sulla gestione del Sin, il sito di interesse nazionale e quindi su tutte le problematiche legate all'inquinamento ambientale del sottosuolo. A presentarlo è stato Nicola Franzoni, di Futuro e libertà. Cinque pagine, più gli allegati, in cui l'esponente dei finiani ripercorre tutti i vari documenti e le prese di posizione sia a livello ministeriale che a livello provinciale. I dubbi avanzati da Franzoni sono vari e fra questi, il fatto che sulla base degli ultimi accordi, la bonifica non sia fatta per "palancolatura" ma per "emungitura della falda" tramite depurazione e successiva reimmissione nel sistema acquifero. A suo avviso, un sistema che potrebbe non impedire la dispersione di inquinaneti chimici. Il timore espresso nero su bianco da Franzoni è che ci sia una sorta di colpo di spugna su tutti i rischi ambientali. E per sostenere questa tesi, porta il caso del Nuovo Pignone e dei nuovi insediamenti nell'area retroportuale: l'area in sostanza è stata svincolata, ma Franzoni chiede di verificare se questo fosse possibile o no. Insomma, tutta una serie di interrogativi esposti dal finiano, che in conclusione sollecita la procura a verificare se ci siano stati eventuali irregolarità nella vicenda - scrive - «legata all'improvviso "sblocco" del Sin apuano, e per far luce in merito alla mancanza di chiarezza che sta caratterizzando l'insediamento del nuovo stabilimento industriale del Nuovo Pignone. Ora è tutto nelle mani del procuratore Aldo Giubilaro, che dovrà valutare se dare corso a un'inchiesta vera e propria o se procedere, dopo le verifiche, con un'archiviazione.
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