Finanza
Un'altra stangata per il Comune
Alessandra Vivoli
Apuafarma bussa a Palazzo civico: disavanzo di mezzo milione di euro
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CARRARA. Un'altra stangata da mezzo milione di euro per il risicato bilancio comunale. Questa volta a battere cassa a Palazzo civico è la società partecipata Apuafarma che presenta un conto, o meglio un disavanzo di 500mila euro. E le cose, a quanto pare, erano partite ancora peggio per l'amministrazione. Perchè la differenza fra i corrispettivi versati all'azienda dal Comune, per i sevrizi erogati, e il bilancio della partecipata stessa, sarebbe stato in prima battuta di 900mila euro. Insomma una bella gatta da pelare per l'amministrazione. Tanto che sarà proprio la vicenda di Apuafarma al centro della riunuone di giunta già fissata per giovedì prossimo. E convocata per l'approvazione dello schema di bilancio. L'approvazione, quella definitiva, è prevista per il mese di giugno. Sempre sperando che si riesca a far quadrare i conti. Per la stangata di Apuafarma, ad esempio, si dovrà «rispacchettare» il bilancio e cercare, tirando un po' qui, un po' là, la coperta già molto corta, di reperire il denaro per la societàpartecipata che si occupa di farmacie, mense scolastiche e servizi socio educativi. Il direttore generale del Comune: stiamo cercando di reperire le risorse. Il capitolo Apuafarma è aperto. E adesso è una corsa contro il tempo per cercare di corpire, con mezzo milione di euro il disavanzo fra i servizi erogati dalla società e i corrispettivi versati dal Comune. Insomma, è proprio il caso di dirlo, qualcuno ha fatto male i conti. «I servizi svolti da Apuafarma - spiega il direttore generale di Palazzo civico, Marco Tonelli - sono stati superiori a quelli assegnati a suo tempo. E c'è stata poi una stabilizzazione del personale precario che, alla fine, è andata ad incidere sul bilancio dell'azienda». Il Comune ce la farà a trovare i soldi? Chiediamo a Tonelli. «È quello a cui stiamo lavorando - risponde - Giovedì tratteremo la questione in giunta, con l'assessore Giuseppina Andreazzoli che ci porterà la bozza definitiva del bilancio». Insomma a livello ufficiale l'amministrazione ci sta mettendo una «pezza». Fuori dall'ufficialità, invece, resterebbero un po' di dubbi sugli alti costi di Apuafarma, legati al consiglio di amministrazione e al personale. Ma anche a un gettito «troppo» basso - circa 300mila euro - derivante dalle 7 farmacie comunali sparse sul territorio comunale (e una a Fivizzano). Tanto che ci si starebbe interrogando, proprio a palazzo civico, se introiti così bassi possano ancora giustificare il ruolo sociale delle farmacie stesse. Insomma, perchè non cederle ai privati? Questa sembra essere la domanda che, al momento, resta sospesa. Il direttore di Apuafarma: ma non parliamo di buco. Il presidente di Apuafarma, l'ingegner Luigi Danesi, preferisce non scendere nel tecnico: «Stiamo discutendo con il Comune per chiudere anche il nostro bilancio positivamente». Il direttore della società partecipata, Francesco Buffoni invece vuole fare chiarezza. Partendo proprio dai numeri. E da una precisazione. «Non si può parlare di buco o di disavanzo - spiega - i corrispettivi in più che l'azienda chiede rientrano nelle norme dei contratti di servizio». E per quel che riguarda i numeri: «I costi ulteriori sono dovuti al fatto che, ad esempio nell'ambito della ristorazione scolastica, siamo passati ad impiegare da 20 a 32 unità su un numero maggiore di plessi scolastici - continua Buffoni - e nel servizio socio educativo le richieste della collettività sono cresciute. Poi abbiamo dato una forte risposta al precariato, stabilizzando, a livello lavorativo, quindici cuoche e trenta operatori del servizio socio educativo di cui la nostra società si occupa».
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