Il Tirreno

«Tagli occupazionali? E io vado a Roma»

Il cantiere navale
◗
Il cantiere navale

Il sindaco: non si può parlare di esuberi senza definire il futuro di Nca

3 MINUTI DI LETTURA





 CARRARA. Un faccia a faccia con l'amministratore delegato dei Nuovi Cantieri Apuania, ing. Luigi Mor, e ora il sindaco Angelo Zubbani riparte in quarta: l'azienda annuncia 55 esuberi? E io rivado a Roma.  In sostanza questo è il succo dei suoi proponimento. Sebbene che gli incentivi all'esodo fossero stati messi nero su bianco nel documento di intesa col governo, secondo il sindaco a questa manovra va necessariamente agganciato anche tutto il resto, cioè il nuovo assetto societario, la certezza di carichi di lavoro, insomma il futuro del cantiere e delle sue maestranze.  Che però vanno verso un dimagrimento di un terzo: 55 fra impiegati e operai, su 182 attuali.  «Non resteremo certo impassibili di fronte a 55 lavoratori che vanno a casa. Ci sono 45 giorni di tempo per la trattativa dell'azienda con Assindustria, e altri trenta per quella con sindacati e rsu. In tutto 65 giorni di tempo entro i quali intendo dare impulso alla vertenza riattivandomi con Invitalia e con il ministero, e mi auguro che prima degli esodi dei lavoratori, con Roma siano fatti passi avanti sugli altri aspetti della vertenza».  La Cgil alza la voce. La segretaria della Cgil provinciale, Patrizia Bernieri esprime la sua «forte preoccupazione per quanto sta accadendo a Nca. Ora che abbiamo definitivamente acquisito la nave di RFI, ora che il Ministro Matteoli nella sua recente visita ai lavoratori della Eaton si è impegnato a garantire la costruzione della seconda, ora che dal procedere della questione Toremar, potrebbero arrivare al nostro cantiere nuove commesse, secondo noi nel farsi da parte delle istituzioni locali, l'azienda sta provando a decimare la forza lavoro. L'amministratore delegato con chiarezza ha pubblicamente illustrato che in attesa di dare piena applicazione al protocollo firmato al ministero nelle parti relative alla privatizzazione ed anche al cambiamento della vocazione produttiva, il cantiere deve mandare a casa subito più di 50 lavoratori quasi un terzo degli occupati poi chissà».  «Noi come Cgil confederale e di categoria - prosegue Bernieri - non abbiamo inteso firmare quel protocollo che secondo noi rappresentava una delega in bianco all'azienda. Ora riteniamo che le intenzioni manifestate ed il voler procedere speditamente con il confronto sugli esuberi con noi come organizzazioni sindacali, sia la tragica conferma dei nostri timori».  «Vorremo essere rassicurati dalle istituzioni locali - conclude la Bernieri - quanto quello che sta accadendo è coerente con i risultati che il protocollo doveva garantire sul piano della difesa dell'occupazione, e soprattutto un loro impegno per evitare che in attesa del concretizzarsi degli impegni assunti dal ministro Matteoli ed anche dalla Regione, si svuoti il cantiere delle sue capacità produttive ci si ritrovi con un guscio vuoto, con l'unico vantaggio non certo per noi di renderlo più facile da privatizzare e da riconvertire».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web