Il dolore
Rischia di morire prima di avere giustizia
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Paolo Chisci Nuovo rinvio della causa per il malato di gioco d'azzardo
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CARRARA. Sostiene di essersi ammalato di gioco a causa di un farmaco anti Parkinson. E adesso, visto che le sue condizioni di salute sono peggiorate, rischia di morire prima di avere giustizia. I suoi legali avevano chiesto di anticipare l'udienza, proprio per questo motivo. Ma il processo, che doveva aprirsi nel febbraio scorso, ha subito un altro rinvio. Se ne riparla a dicembre. Una vicenda complessa. Quasi una telenoveche vede come protagonista, e ricorrente, il pensionato 70enne Paolo Chisci. Che ha cominciato un'azione legale contro le grandi aziende produttrici del medicinale finito nel mirino, ma anche nei confronti dell'Asl Versilia che per anni glielo ha prescritto. Ma la causa civile, presso il tribunale di Viareggio, fatica ad entrare nel vivo: doveva inziare nel febbraio scorso, non si è ancora aperta. Ieri, in tribunale a Viareggio, davanti al giudice Fornaciari, i legali Riccardo Lenzetti e Paolo Di Martino, che rappresentano Paolo Chisci avevano chiesto di anticipare l'udienza, proprio a causa delle condizioni di salute del loro assistito. Per il quale richiedevano la visita di un consulente tecnico (Ctu) del tribunale. Ma il giudice ha rinviato il tutto, al 20 dicembre prossimo, per decidere su una questione procedurale: in sostanza i legali della difesa hanno eccepito che nella citazione presentata dagli avvocati di Chisci non vengono indicati tutti i luoghi in cui il loro cliente si dedicava al gioco d'azzardo. Elenco che, fanno notare gli stessi legali, è presente nella memoria istruttoria. Il giudice ha preso tempo per valutare se la questione è fondata oppure no. Quindi se ne riparla fra sette mesi. Un tempo molto lungo, troppo per gli avvocati della difesa, considerate le condizioni del Chisci. L'ex commerciante carrarese sostiene di essersi rovinato al gioco a causa di quei medicinali, per fermare il tremito del Parkinson, che ha assunto per anni in dosi massicce. E che avrebbero scatenato in lui uno degli effetti collaterali, messi nero su bianco sul bugiardino del medicinale: il «gambling», quell'ossessione per il gioco d'azzardo che lo avrebbe mandato in rovina. Il commento dei legali di Chisci. «L'eccezione sollevata dai legali della difesa - spiega l'avvocato Riccardo Lenzetti - a parer mio non è fondata. Quindi sono fiducioso che questa vicenda possa concludersi con una sentenza di merito che faccia luce sui fatti». Certo il tempo non gioca a favore del loro assistito. «Avevamo chiesto di anticipare l'udienza proprio per questo - conclude Lenzetti - Crediamo che Chisci abbia tutti i diritti di vedere come andrà a finire questa storia che a lui ha cambiato per sempre la vita, togliendogli anche la dignità di poter trascorrere una vecchiaia tranquilla». A.V.
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