Il dolore
Combattere le frane costa sempre di più
Gabriele Dini
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La frana che ha devastato Lavacchio Sotto, le colline di Massa Il Comune ha speso due milioni per le urgenze. E ne sborserà altri otto per nuovi lavori
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MASSA. Oltre 200 frane dalla tragica notte di Ognissanti ad oggi. Anche se il prezzo più alto - un prezzo che è imposibile determinare - lo hanno già pagato le famiglie che hanno perso i loro cari (furono tre le vittime), fa comunque impressione leggere che da quel giorno a ora il Comune di Massa ha già investito oltre 2 milioni di euro solo per gli interventi di somma urgenza. Ma per evitare che avvengano nuove tragedie sono già stati previsti ulteriori investimenti da quasi 9 milioni di euro. Ad elencare queste cifre è il piano di mitigazione del rischio idrogeologico presentato ieri dall'assessore alla Protezione civile Loreno Vivoli con a fianco i suoi tecnici e quelli della Provincia. «Per risolvere queste emergenze - spiega Vivoli - serve la collaborazione di tutti gli enti. Ma anche dei cittadini: bisogna infatti capire che la manutenzione del territorio passa in primis dal rispetto delle regole. Gli abusi non saranno più tollerati». I numeri dell'emergenza. Il territorio massese è sempre più fragile. Il cemento che ricopre le colline e il progressivo abbandono dei terreni agricoli e dei boschi, secondo gli esperti, sono tra i fattori decisivi per la trasformazione di gran parte del territorio di Massa-Carrara in una gigantesca bomba ad orologeria: smottamenti, frane, allagamenti sono il tragico e costoso risultato di questa situazione. Tra il gennaio 2009 e il novembre 2010 si sono verificati ben tre stati di emergenza nazionale sul territorio apuano. L'ultimo ha portato alla morte di tre persone. Dopo l'ultimo evento calamitoso si sono avute 200 frane e i tecnici del comune hanno eseguito 118 interventi. Gli evacuati sono stati 170 (finora ne sono rientrati in casa 139). Per l'assistenza alle persone rimaste fuori casa finora il comune ha sborsato oltre 190 mila euro. Finora la Regione ha stanziato 1.395.000 mila euro per i danni subiti dai privati nel periodo tra ottobre e dicembre. A tutto questo vanno naturalmente aggiunti i danni subiti dai cittadini durante gli altri eventi come le alluvioni del 2009. Urgenze milionarie. ma c'è un altro numero che fa capire, come ha sottolineato più volte Vivoli, che è necessario mitigare al più presto il rischio idreogeo0logico. Da fine ottobre a ora il Comune di Massa (in questi numeri non rientrano i soldi spesi per esempio dalla Provincia) ha dovuto spendere 2.228.000 euro per intervenire sulle somme urgenze. Il 53% di questa somma è stato poi finanziato dalla Regione. Nell'elenco di questi interventi - l'elenco mostra ben 115 voci - spiccano i 200 mila euro per la sistemazione degli eventi franosi in via dell'Uva (per i quali sono stati poi necessari altri 100mila euro), i 121mila per via Tecchioni, i 108 a Brugiana. Poi c'è un lunghissimo elenco di danni subiti da fossi troppo spesso tombati e chiusi in maniera abusiva. Sanare alla radice «Per evitare che si ripresentino situazioni drammatiche - ha detto ancora l'assessore Vivoli presentando il rapporto - bisogna intervenire alla radice e coordinare tutti i lavori in maniera perfetta: ogni volta che si altera un punto del territorio, si rischia di provocare danni altrove. Tutti dovrebbero essere consapevoli di questo, soprattutto le persone che costruiscono dove non dovrebbero». Per aumentare i livelli di sicurezza sia in collina, sia in pianura è stato redatto un programma di interventi urgenti che nell'insieme arrivano a 8.852.712. Tra le numerose voci che compongono l'elenco figurano, per esempio, i 2 milioni necessari per rimuovere il materiale franato dall'abitato di Lavacchio; i 600mila euro per la sistemazione del movimento franoso vicino all'abitato di Pariana, gli 800mila per la messa in sicurezza di Altagnana e il fondamentale intervento per la messa in sicurezza delle Colline del Candia che costerà 778mila euro.
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