Il Tirreno

Bagni all'asta, i balneari tornano a Roma

Una veduta del litorale massese
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Una veduta del litorale massese

Sit-in contro il decreto e c'è chi minaccia lo sciopero della fame

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 MASSA. Tornano a Roma gli operatori balneari versiliesi e apuani: a piazza Navona, per dar man forte al sit-in dei "colleghi" di Marche e Abruzzo. Una manifestazione che chiede chiarezza al Governo sul decreto sviluppo.  Il Comitato "No alle aste" si è riunito ieri al bagno Arizona di Viareggio e ha deciso la nuova mobilitazione. I primi gruppi partiranno già stamani, per essere oggi in piazza Navona, a due passi dai palazzi del potere, con tanto di sacchi a pelo per prepararsi a passare la notte all'aperto. Ma è certo che altri balneari partiranno nei prossimi giorni. La protesta (alla quale non aderiscono i sindacati Sib e Fiba) non ha infatti un termine prefissato: «L'idea è di proseguire fino a quando non parleremo con qualcuno del governo», spiegano.  I più "oltranzisti", quelli che dall'Adriatico hanno convocato la protesta, chiedono di conferire direttamente con Berlusconi e minacciano addirittura uno sciopero della fame.  Intanto oggi il presidente della Camera Gianfranco Fini dovrebbe decidere sul conflitto fra commissioni per l'esame della legge di conversione: un passaggio che è sì formale, ma che segnerà comunque l'avvio dell'iter legislativo e della possibilità di presentare emendamenti. Quegli stessi emendamenti nei quali sperano i balneari, che vedono il decreto partorito da Tremonti come il fumo negli occhi: anche nelle relazioni di accompagnamento, infatti, si parla di diritto di superficie da rilasciare «nei rispetto dei principi europei di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità». In una parola, mediante gare pubbliche.  Ieri un deputato della maggioranza, Sergio Pizzolante, ha ventilato la possibilità di stralcio della parte sulle concessioni. Uno scenario che si scontra con la necessità di Pdl e Lega di ridurre al minimo la possibilità di incidenti parlamentari su un provvedimento così importante: la fiducia annunciata sul decreto "omnibus" ne è la conferma.

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di Redazione Massa