Il Tirreno

Appalto sicurezza, Paolini si difende

Un’aula di tribunale (foto d’archivio)
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Un’aula di tribunale (foto d’archivio)

L'ex funzionario della Provincia presenta una memoria al pm «Io non c'entro con quella gara». Ora verrà sentito dalla Finanza

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 MASSA. L'ex dirigente della Provincia Lorenzo Paolini - settore finanze e bilancio e controllo gestione - ha presentato una memoria difensiva al sostituto procuratore Federico Manotti e presto verrà sentito dalla guardia di finanza. Il dipendente della Provincia, indagato insieme ad altre tre persone (l'ex ufficiale dei carabinieri Augusto Calzetta, l'ex socio Renato Alibani, e il funzionario provinciale Mario Cardillo, capo dell'ufficio economato) è accusato di falso, abuso d'ufficio e turbativa d'asta per un appalto concesso dalla Provincia di Massa-Carrara alla società di sorveglianza Istituto vigilanza apuano (di Calzetta).  Paolini nella memoria che ha presentato dopo aver ricevuto la notifica di fine indagini dice di non aver gestito lui la gara che secondo Manotti era truccata e di aver semplicemente accolto una richiesta dell'allora assessore competente Alberto Putamorsi. Il sostituto procuratore però questo fatto lo ha sempre saputo e dalle prime indagini svolte è emerso che Putamorsi altro non aveva fatto che chiedere agli uffici di istruire la gara d'appalto. Nessun illecito, quindi.  Paolini, comunque, dice di non essersi occupato della gara perché il compito era di Cardillo. Il funzionario però ha firmato il documento di assegnazione dell'appalto e per questo è finito nei guai. Il valore dell'appalto era di 15.000 euro all'anno (anche se la somma in realtà doveva essere di dodicimila euro) e prevedeva il controllo degli edifici provinciali, da palazzo Ducale alle scuole dell'ente. L'inchiesta era partita dalle rivelazioni, con tanto di registrazioni, di una ex socia di Calzetta, fornite a Manotti durante l'indagine sulle false cremazioni al Mirteto (che vede imputati sia Calzetta sia Alibani). Il pm avute le informazioni attivò immediatamente la guardia di finanza e le fiamme gialle nel giro di poche settimane si presentarono in Provincia più volte sequestrando un discreto numero di documenti. Tutti riguardati l'appalto di sorveglianza concesso all'Istituto di vigilanza nel 2007. La fonte della procura ha fornito prove che sono state contestate immediatamente a Paolini e Cardillo, tra i primi a essere iscritti nel registro degli indagati. La contestazione più grave è quella di aver attestato il falso nel provvedimento amministrativo che affidava alla società di Calzetta (e di Alibani) l'appalto di sorveglianza. Nella determina hanno scritto di aver contattato l'Istituto vigilanza apuano (che vinse la gara), l'Euroservizi srl (società di Alibani e quindi in conflitto di interesse) e la Metronotte Massa srl. Ma quest'ultima non fu mai contattata.

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