Proteste
I 270 invitati a pranzo fra i prototipi di Cattelan e le copie della Pietà e del David a grandezza naturale
Fragole e champagne in segheria
Alessandra Vivoli
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Franco Barattini e sotto uno scorcio degli studi darte Ospiti eccellenti alla mega festa per i 70 anni di Franco Barattini
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CARRARA. Blocchi di marmo, con tagliata romana a vista, come tavolini. Per una asperitivo in segheria, all'ombra delle gru, a base di champagne, fragole ghiacciate, salmone, formaggi e mostarde. Poi un pranzo luculliano, con aragosta, branzino, astice e scampi, consumato in un'atmosfera magica: dentro agli studi d'arte Michelangelo, fra sculture (vere) e statue viventi. In questa atmosfera magica Franco Barattini, patron delle cave Michelangelo, ha festeggiato i suoi 70 anni. Con una schiera di ospiti eccellenti: dal sindaco Angelo Zubbani al procuratore Aldo Giubilaro, dal prefetto attuale, Giuseppe Merendino, a quello del recente passtao, Carlo Striccoli, fino al questore, Girolamo Lanzellotto, al capo della mobile Antonio Corcione, fino al dirigente del commissariato Giuseppe Mariani. Tanti gli imprenditori del marmo che hanno voluto festeggiare Barattini: dal patron della Campolonghi, Vando D'Angiolo, a Luigi Musetti della Sgs, fino a Renato Graziani e molti altri. Presenti, in mezzo a una schiera di amici e parenti, anche i vertici della Cassa di risparmio di Carrara, dall'amministratore delegato Pietro Coppa al funzionario Cesare Bonamini. E, infine, tanti artisti, a testimoniare il volto da mecenate di Franco Barattini, dalla scultrice Anna Chromy, a Luigi Manolfi, fino a una nutrita rappresentanza di artisti ucraini, paese con cui il patorn delle cave e degli studi Michelangelo ha iniziato una prestigiosa collaborazione. In totale 270 invitati, per una festa davvero in grande stile. L'appuntamento era per mezzogiorno e mezzo, nell'azienda di via Piave che, per un giorno è divenuta luogo di mondanità. L'ora e il grande caldo non hanno scoraggito le tante signore presenti che hanno osato scollature, lustrini, tacco dodici e anche minigonne mozzafiato. Molto più sportivi gli uomini, anche i rappresentanti delel autorità e delle istituzioni: a dimostrare il clima di grande rilassatezza che ha caratterizzato l'intera giornata. Una magnum di champagne, stappata da Barattini, ha dato inizio ai festeggiamenti al ricco apertivo (come il pranzo a cura della B&G ricevimenti di Andrea Borghini e Fabrizio Gazzoli) e all'intrattenimento (con la regia dell'agenzia Serika). La grande suggestione è stata la sala da pranzo ricreata negli studi d'arte: fra i prototipi di Cattelan (il famoso «dito» esposto alla Borsa di Milano e il monumento funebre a Craxi) alle copie della pietà e del David e alle statue viventi. Davvero un impatto da togliere il fiato. Un pranzo a base di pesce e un gran finale: in mezzo ai tavoli è entrata una moto, Gilera Giubileo rosso fiammante. È la prima moto acquistata, nel 1958 da Franco Barattini: il genero, Costantino Conte, l'ha fatta restaurare, e il suo regalo, inaspettato, che ha fatto sciogliere il cuore del grande imprenditore.
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