Finanza
Ospedale. Attacco della commissione comunale sanità allAsl: non ci consente neppure un sopralluogo
«Il settimo piano non va chiuso»
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Camere della casa di riposo Denunciati anche problemi in terapia intensiva, medicina donne, sale operatorie
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CARRARA. No alla chiusura del settimo piano dell'ospedale, e un documento di denuncia su diversi problemi della sanità locale, dalla terapia intensiva chirurgica ai distretti. La commissione comunale per la sanità, presieduta da Carlo Boni, non ha neppure ricevuto risposta dall'Asl in merito alla richiesta di poter effettuare un sopralluogo nella struttura ospedaliera. Tutto questo è stato comunicato con una breve relazione, l'altra sera al consiglio comunale, con la richiesta al sindaco di «sollecitare chiarimenti sui temi sollevati e di essere partecipe delle decisioni assunte». In particolare la commissione esprime «preoccupazione per il futuro del monoblocco che in considerazione di alcune indiscrezioni appare aver già intrapreso la strada della dismissione. La ventilata chiusura del settimo piano, al di là della problematica dei pazienti in coma che dovranno trovare adeguata sistemazione in strutture di costa, rappresenterebbe un grave depauperamento sia quantitativo che qualitativo. Si andrebbero a perdere ulteriori posti letto, ma in particolare letti che vengono utilizzati anche per garantire la privacy a pazienti terminali o per pazienti che necessitano, per particolari condizioni cliniche, di brevi periodi di isolamento. Oltreché - prosegue la relazione - non consentire a chi lo ritenesse, di avvalersi del diritto di usufruire delle camere paganti, che peraltro dovrebbero rappresentare una risorsa per l'azienda». La commissione, a proposito della perdita di posti letto, aggiunge che c'è anche il problema di «quelli da dedicare alla unità operativa di otorinolaringoiatria che verrà trasferita nel monoblocco con una localizzazione che rischia di creare congestione e promiscuità (soprattutto per i bambini)». Inoltre, vengono segnalati: «i lavori fermi nella terapia intensiva chirurgica, con tutte le conseguenze operative e logistiche; la condizione strutturale della medicina donne e dei blocchi operatori chirurgici; il bar chiuso. Emerge un quadro di vera desolazione». Anche sui distretti socio sanitari, la commissione rileva «difficoltà nell'erogazione di servizi specialistici essenziali per la popolazione, in particolare quella anziana». La commissione esprime «rammarico sul fatto che la dirigenza aziendale non abbia ancora consentito, nonostante i ripetuti solleciti, un sopralluogo nella struttura ospedaliera», e «forti perplessità sul fatto che dopo ben dieci mesi di accertamenti ancora non si riesca a fare un bilancio definitivo della situazione finanziaria»: ricorda in proposito «la recentissima scoperta di ulteriori 18 milioni di scoperto, cosa che ovviamente impedisce anche una adeguata programmazione». Il sindaco Zubbani ha fatto proprie le argomentazioni della commissione, confermando l'attenzione ai problemi della sanità locale.
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