Il Tirreno

CASA DI RIPOSO

Camere per pazienti in coma: preparativi per l'assistenza perfetta

Cinzia Carpita
Carlo Santarini presidente della Istituzione casa di riposo di via Don Minzoni
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Carlo Santarini presidente della Istituzione casa di riposo di via Don Minzoni

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 CARRARA. La casa di riposo di via Don Minzoni, si sta preparando ad ospitare al piano terra attrezzato, tre pazienti in coma prolungato, ora ricoverati al settimo piano dell'ospedale. La possibilità di questa soluzione è stata ieri confermata dalla dottoressa Monica Guglielmi dell'Asl, responsabile di distretto della Zona Apuana, per cui sembra escluso il trasferimento in una Rsa di Pontremoli tanto temuto, per la distanza e i disagi di spostamento, dalle famiglie dei ricoverati.  Alla casa di riposo per anziani, denominata Istituzione, il presidente Carlo Santarini e il direttore Ermanno Biselli stanno lavorando con l'Asl per mettere a punto alcuni dettagli importanti, ma l'iter è già in stato avanzato. «Sì, conferma Santarini - ci sono aspetti tecnici fondamentali da definire, ma se tutto va bene, penso che a giugno, sulla base di una convenzione, potrebbe essere fatta l'operazione. Gli spazi ci sono, va verificato bene tutto il resto». Grande attenzione quindi, affinché l'accoglienza e l'assistenza sanitaria per i pazienti in coma siano ottimali.  E anche Biselli è fiducioso: «Le camere sono adeguate, a piano terra, senza barriere architettoniche e con la massima sicurezza e cure intermedie. Ci sono telecamere di controllo infermieristico. Inoltre il personale della cooperativa Compas che opera al settimo piano del monoblocco, è lo stesso che lavora anche da noi, e questo è un grandissimo vantaggio, sia sotto il profilo della preparazione professionale verso i pazienti in coma, sia per la serenità delle famiglie. Inoltre, stiamo facendo la formazione per il nostro personale. Insomma, le premesse ci sono tutte per mettere nero su bianco ogni più piccolo ma importante dettaglio».  Rispetto all'ansia del cambiamento, che può cogliere le famiglie dei pazienti, i vertici dell'Istituzione rispondono che «si tratterebbe solo di un cambiamento logistico, cioè da un posto all'altro», peraltro vicini in città, e che la casa di riposo «è in grado di garantire assistenza, impegno, professionalità e umanità», visto anche che la sua mission è sempre stata questa.  Oltre il numero di tre pazienti in coma, per ora non si va. L'ipotesi di un reparto più esteso in futuro non viene presa in considerazione, ma non per problemi di posti letto, sebbene si sia ridotta a livello generale - fanno notare all'Istituzione - la richiesta di ricoveri in Rsa, sia per questioni economiche delle famiglie, sia perché è cambiata la cultura: l'anziano viene accudito in casa, e solo in condizioni specifiche c'è il ricorso delle famiglie alle residenze sanitarie assistite. «L'Istituzione, comunque, è al completo con gli ospiti, godendo di una grande fiducia da parte della popolazione per la qualità dei servizi che offre».

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