Il Tirreno

Zubbani: era una proposta taroccata

Massimo Braglia
Uno scorcio delle cave
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Uno scorcio delle cave

Il sindaco torna ad attaccare Assindustria: «Non siamo mendicanti»

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 CARRARA. «Attenzione: la proposta che gli industriali hanno sbandierato era "taroccata": quando parlano di tre milioni e mezzo in più, lo fanno sulla base di valori di stima e di importi che poi non avrebbero raggiunto»: parole forti, quelle del sindaco Angelo Zubbani, che in consiglio comunale ha ribadito i motivi della rottura delle trattative sul "pacchetto marmo".  Il primo cittadino ha utilizzato lo strumento delle comunicazioni per illustrare nei dettagli il percorso che ha portato allo strappo definitivo. Fra l'altro, ha ricordato che certo, sui giornali si è parlato soprattutto del nodo clou, le tariffe, ma in realtà nella discussione vi era anche molto altro, a partire dagli strumenti per il rilancio della filiera e una miglior sinergia per rafforzare la sicurezza. «Eravamo pronti a farci carico, con un ruolo, nella "triangolazione" fra imprese di escavazione e trasportatori sul nodo dei sassi. E questi argomenti sono stati accettati in quattro e quattr'otto, poi tutto si è interrotto quando si è parlato di un'equa ricaduta sulla città del materiale escavato», ha aggiunto il sindaco Angelo Zubbani.  «Non siamo mendicanti». Il sindaco lo ha voluto ribadire: «Abbiamo scelto la strada non di chiedere come mendicanti, ma di applicare quello che dice il regolamento, quindi stimare il valore di mercato. Per fare questo, abbiamo esaminato cava per cava, fatto per la prima volta con gli uffici, che ringrazia, un lavoro minuzioso e corretto. La rottura è avvenuta proprio sulla filosofia alla base dei corrispettivi richiesti, e noi non potevamo transigere sulla scelta senz'altro più faticosa ma la più giusta per la città».  Sarà un bilancio di sacrifici. Una scelta non indolore: «Non avremo ricadute positive in questo bilancio, che presenteremo entro giugno, e sarà un bilancio sofferto e modesto, ma abbiamo preferito conservare l'orgoglio e la dignità della città. Non ci siamo fatti prendere per la gola, e ora le conseguenze le portiamo fino in fondo. Avevo tenuto aperto lo spiraglio in questi mesi, ma quando lunedì Assindustria si è presentata sostenendo che il bianco è tutto uguale, la rottura è stata inevitabile. Ora si apre un confronto con le singole imprese, come afferma anche l'ordine del giorno di questo consiglio comunale dell'11 aprile scorso».  Orgoglio e dignità non si barattano. No quindi ad una proposta "taroccata", come si diceva in apertura, no a una proposta «nè equa nè congrua: non si barattano - ha aggiunto il sindaco Angelo Zubbani - l'orgoglio e la dignità di una città per una manciata di soldi. Ora si riapre una partita a cui ci presentiamo senza rancori, senza mancare di rispetto ma con tutti gli strumenti che abbiamo e quelli che questo consiglio comunale potrà eventualmente modificare. Siamo sicuramente amareggiati, ma ostinati ad andare avanti per il bene della collettività. Quell'accordo - ripete il sindaco - non era equo neppure per le stesse categorie e avrebbe ingenerato solo confusione, oltre a farci passare per mendicanti».  Pieno sostegno dalla maggioranza. Nicola Marchetti, presidente della commissione marmo, a nome della maggioranza ha espresso il pieno sostegno all'azione del sindaco in nome proprio della dignità e dell'orgoglio della città. «Andiamo convinti al secondo tempo della partita, perché questa partita dovrà dare un rilancio molto forte al settore: siamo pronti a rafforzare l'ordine del giorno di aprile. Invitiamo a cercare quelle imprese virtuose che senz'altro ci sono e sapranno rispettare la dignità e l'orgoglio di Carrara, nel nome della giusta ricaduta che chiede la collettività».

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