Finanza
Al settimo piano dellospedale riesplode il problema del trasferimento a Pontremoli dei pazienti in coma
Tensione, carabinieri in ospedale
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Lospedale cittadino e il settimo piano dove cè il cartello che indica le camere a pagamento Ma l'Asl tranquillizza: soluzione trovata alla casa di riposo di via Don Minzoni
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CARRARA. Tensione all'ospedale per l'ipotesi di trasferimento a Pontremoli dei pazienti in coma prolungato. E arrivano i carabinieri. Ma l'Asl tranquillizza: per le persone ricoverate al settimo piano che dovrebbe essere chiuso per adeguamenti, c'è una destinazione alternativa all'"ipotesi Pontremoli": collocarli nella sede dell'Istituzione, cioè la Casa di riposo di via Don Minzoni. La novità viene confermata da Monica Guglielmi, responsabile di distretto della Zona Apuana. La prospettiva di un trasferimento a Pontremoli in una parte della Rsa individuata vicino al vecchio ospedale Sant'Antonio Abate, e che dovrebbe essere pronta con 8 posti letto a giugno (come conferma dalla Lunigiana il dottor Mario Guastalli), aveva fatto esplodere nelle scorse settimane le preoccupazioni dei familiari dei pazienti, per i disagi dovuti alla distanza da Carrara. I ricoverati in coma prolungato sono quattro. Il reparto del settimo piano è altamente specializzato e tutto il personale medico e paramedico opera con grande professionalità e zelo. I familiari dei pazienti, in quel reparto hanno ormai trovato una seconda casa, dove trascorrono molte ore delle giornate accanto ai letti del loro congiunti, sperando nel miracolo del risveglio. Ma questa condizione quotidiana, e i viaggi relativamente brevi dalle abitazioni all'ospedale, hanno subito un contraccolpo quando l'Asl ha venitilato il trasferimento dei ricoverati a Pontremoli. Per alcuni parenti i problemi di spostamento sarebbero notevoli. Quest'ansia da cambiamento è sfociata in momenti di tensione: l'altro giorno, al settimo piano dell'ospedale, sono intervenuti i carabinieri. Ma quando sono arrivati la situazione era già tornata serena. Ora arriva la notizia che il trasferimento a Pontremoli sembra scongiurato. «L'azienda ha tenuto presenti le esigenze delle femiglia di tre pazienti in coma, le quali avrebbero grossi problemi a raggiungere Pontremoli. C'è la possibilità di collocarli da giugno nell'Istituzione», cioè la Casa di riposo di via Don Minzoni, in centro città. Mentre per un quarto ricoverato, il tutore legale non avrebbe finora espresso opposizione a eventuali trasferimenti in Lunigiana. «Ne parleremo la prossima settimana - dichiara la Guglielmi - con le famiglie che avevamo incontrato quando non era ancora stata trovata questa soluzione, che ci permette di rispettare le norme vigenti e di conciliare le varie esigenze. Sarà assicurata una presenza medica a "modulo" come quella al settimo piano dell'ospedale, secondo le norme regionali. Ho già visionato il luogo e c'è un rapporto in atto con l'Istituzione». Sul caso del settimo piano dell'ospedale, il consigliere della Destra, Gianni Musetti, dichiara: «La Regione sta smantellando il nosocomio cittadino». Parla dell'intervento dei carabinieri, l'altro giorno, per momenti di tensione che sarebbero legati alla chiusura del reparto delle camere paganti, e al progetto di trasferimento a Pontremoli. Critica la «direzione De Lauretis-Rossi», «la strada imboccata dalle Regione è quella di chiudere, prima del tempo, l'ospedale di Carrara, a favore dei centri in Lunigiana e di Massa. Una situazione non più sostenibile che si aggrava di giorno in giorno». «Pochi giorni fa la notizia che un macchinario, per operazioni chirurgiche con il sistema del Laser, è rotto e non ci sono i soldi per ripararlo. Tutti gli interventi sospesi o trasferiti in altre città o nelle vicine province. Due settimane fa invece la stangata ha colpito le case di riposo: i degenti, anche se disabili, quando avranno bisogno dell'ambulanza per visite specialistiche, se la dovranno pagare di tasca loro». E aggiunge che «a Massa ci sono ancora dei respiratori, per un valore di centinaia di migliaia di euro, che non sono mai stati messi in funzione». «Queste sono le conseguenze del Buco dell'Asl, che cresce di giorno in giorno». Se la prende con i politici. «Ora basta, la mobilitazione inizierà dalla prossima settimana». C.C.
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