Il Tirreno

Superati ostacoli burocratici e polemiche, aprono i cantieri nell’area ex Dalmine

Iniziati i lavori per la Multisala

Claudio Figaia
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MULTIPLEX. I lavori all’ex Dalmine per la costruzione della multisala «Città di Massa» e sopra, il multiplex “Isola Verde” vicino a Pisa, realizzato da Ges-co

14 milioni di investimenti. La scommessa dei promotori: pronta a Natale

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 MASSA. Iniziati i lavori per la multisala all'ex Dalmine. Obiettivo (non facile): apertura a Natale, giusto in tempo per i cinepanettoni.  Messe da parte le polemiche - "un errore il multiplex in zona industriale: contribuirà a svuotare il centro storico e toglierà spazi alle attività produttive", obiettavano in una inedita comune posizione la vicesindaca di Sel Martina Nardi e Assindustria - superati i mille scogli della burocrazia (il progetto è partito sei anni fa), il maxi cinema da 14 milioni di investimenti, sette sale e 1.220 posti, si avvia a diventare realtà.  Il cantiere è in funzione a pieno regime, i lavori sono affidati alla ditta Spes di Pisa, committente la Ges.Co di San Giuliano (provincia di Pisa), società formata da imprenditori pisani e massesi (tra i quali la famiglia Ferri, che gestisce Astor e Splendor).  Filiberto Scarpellini, 96 anni, pisano, commendatore, pioniere delle multisale tra Pisa e Livorno (suo, tra l'altro, il multiplex in digitale «Isola Verde», di Pisa), cresciuto con il cinema in bianco e nero ma convinto sostenitore delle nuove tecnologie, presidente di Ges-co, è l'«anima» di questo progetto. «Dopo tanto penare siamo partiti, offriremo ai massesi un nuovo modo di andare al cinema», dice. E i contrasti in città? «Superati: ho parlato con la vostra vicesindaco, ho trovato una persona seria e responsabile».  Progettista del "nuovo cinema Dalmine" (in realtà il suo nome sarà "Città di Massa") è l'architetto massese Egidio Di Rosa. «Non sarà facile riuscire a inaugurare le sale entro Natale, ma noi ci proviamo», dice. «L'intervento - spiega l'architetto che ha disegnato il multiplex di via Dorsale - prevede la ristrutturazione dell'edificio ex Dalmine, uno stabile che merita di essere salvaguardato, e la realizzazione di nuovi superfici. Avremo così due blocchi, uno "antico", l'altro moderno, ovviamente collegati ma esteticamente contrastanti che costituiranno la cifra architettonica dell'opera».  Sette, come detto, le sale. La più grande, 250 posti, avrà contenuti tecnologici particolari, si potranno proiettare film in 4D e anche i futuribili spettacoli con ologrammi. Possibili anche collegamenti in diretta con grandi eventi (prime di opere liriche, partite di grande richiamo) e concerti e spettacoli di tipo teatrale.  Accanto alle sale, una hall attrezzata, una saletta per la presentazione di film (il famoso "dibattito"), bar, punto ristoro, un book-shop anche per la vendita di merchandising legata ai film.  E, soprattutto, si parla di nuove assunzioni. Una quarantina secondo gli stessi imprenditori. Staremo a vedere: lo spettacolo del multiplex è in fase di montaggio.

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