Il Tirreno

La guerra dei rifiuti. Allarme della Cgil per tutelare i lavoratori. Nel mirino del sindacato le amministrazioni di Villafranca e Licciana

Costa chiude le porte, due Comuni non pagano

Gianluca Uberti
L’esterno della ditta Costa di Albiano Magra
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L’esterno della ditta Costa di Albiano Magra

Per cinque giorni i camion carichi dell'Aimeri non hanno potuto scaricare nella struttura di Albiano

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 AULLA. In Lunigiana si rischia una emergenza rifiuti come quella che ha colpito alcuni giorni fa Massa, con cassonetti stracolmi attorniati da sacchetti di immondizia? Nessuno lo ha detto, ma tutti lo pensanovo durante la conferenza stampa svoltasi ieri mattina nella sede della Cgil, sul tema, appunto, dei rifiuti, poiché un episodio davvero spiacevole si è verificato nei giorni scorsi.  Ossia quando i mezzi della Aimeri, la ditta che si occupa della raccolta differenziata dei rifiuti per conto della Comunità montana in tutti i Comuni lunigianesi, si sono trovati i cancelli sbarrati alla ditta Costa di Albiano Magra (azienda che da quindici anni tratta lo smaltimento dei rifiuti nella popolosa frazione aullese), riuscendo poi a entrare soltanto mercoledì scorso, ossia dopo cinque giorni in cui i rifiuti sono rimasti sui mezzi parcheggiati nell'area di Boceda di Mulazzo, trasformandosi di fatto in mini discariche su quattro ruote.  «Mezzi respinti perché - spiega Angelo Fruzzetti, responsabile provinciale servizi pubblici della Cgil - ci sono Comuni lunigianesi che non pagano la loro quota per lo smaltimento all'Impresa Costa Mauro sas».  Fruzzetti non si sbottona nel modo più assoluto su quali sono i Comuni inadempienti, ma, secondo le solite voci di corridoio, si tratterebbe di Licciana Nardi e Villafranca.  «Di certo è una situazione che dimostra - aggiunge Paolo Guerra, segretario provinciale funzione pubblica della Cgil - l'assenza di una politica provinciale dei rifiuti e di piano industriale serio sulla questione, una situazione fallimentare che potrebbe diventare drammatica dal punto di vista ambientale con l'approssimarsi dell'estate e del caldo».  Ma quello che maggiormente preme al sindacato è tutelare i lavoratori Aimeri, quattro dei quali era presenti alla conferenza stampa.  «Infatti, la gente, non vedendo più passare i mezzi, potrebbe propendere - spiega Fruzzetti - a dare la colpa ai lavoratori, ma loro si trovano fra l'incudine e il martello, stretti nella morsa di Comuni che non pagano, poiché senza soldi a causa dei tagli del governo Berlusconi o di "allegre" gestioni precedenti, e del fatto che hanno dovuto garantire la reperibilità anche durante i giorni in cui i cancelli della ditta Costa sono rimasti chiusi. Una telefonata con l'ok all'ingresso poteva sempre arrivare, quindi dovevano essere a disposizione».  Ora pare che la situazione si sia sistemata e che i mezzi della Aimeri, azienda che ha la propria sede a Rozzano di Milano, possano riprendere a conferire regolarmente i rifiuti ad Albiano Magra. Durerà tutto ciò? Domanda che si pongono in tanti, lavoratori e cittadini per primi.

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