Il Tirreno

Trattiene il denaro della cliente: condannato

Il tribunale di Carrara
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Il tribunale di Carrara

Nei guai un promotore finanziario per un affare da 55mila euro

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 CARRARA. Aveva affidato a quel promotore finanziaro tutti i suoi risparmi.  Voleva farli fruttare, e avere così maggiore sicurezza per la vecchiaia.  Ma quegli assegni, per un totale di 55mila, consegnati dalla cliente nel corso degli anni lui, in realtà, non li ha mai investiti.  La donna lo ha scoperto solo molto tempo dopo quando ha deciso di vedere i frutti di tutti quei soldi riposti in quelle che lei aveva considerato operazioni finanziarie tese a fare aumentare il suo gruzzolo.  Quando si è accorta che il suo «tesoretto» era scomparso è scattata immediatamente la denuncia.  La vicenda è finita in tribunale dove ieri il promotore finanziario della Fideuram, Italo Marcucci - assistito dall'avvocato Giuseppe Del Papa - è stato condannato a un anno di reclusione (pena sospesa) e 500 euro di multa.  Il processo è stato celebrato con rito abbreviato. Il pm aveva chiesto una condanna meno pesante, a sei mesi di reclusione e 600 euro di multa, nei confronti dell'imputato. Il giudice Cosimo Maria Ferri, in sentenza, ha, di fatto, raddoppiato la pena.  La vicenda parte da lontano, dal 1998 e si è protratta per uan decina di anni.  In sostanza, secondo quanto è stato riferito nel corso del processo, al promotore finanziario Fideuram, la donna che poi lo ha denunciato per appropriazione indebita, aveva affidato la gestione dei propri soldi. Assegno dopo assegno, fino ad arrivare alla somma di 55mila euro. Ma quei soldi, anzichè investirli, come richiesto dalla cliente, il promotore li aveva trattenutu per sè. Da qui è scattata la denuncia per appropriazione indebita.  Nella sua arringa difensiva l'avvocato Del Papa ha messo in evidenza che la signora, parte offesa nel processo, è stata risarcita dalla finanziaria. E anche che il promotore, incensurato, è stato descritto dagli ex colleghi come un impiegato modello.  Il pubblico ministero Santarcangeli aveva quindi richiesto a carico dell'imputato la pena di sei mesi di reclusione e 600 euro di multa.  Il giudice, dopo essersi ritrato in camera di cosniglio per oltre mezz'ora, ha condannato il promotore a un anno di reclusione. A.V.

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