Sicurezza
Nuovo allarme bomba, stavolta parte l'indagine
◗
Un pattuglia di carabinieri allesterno del palazzo di giustizia La squadra mobile sulle tracce di chi ha fatto le 2 chiamate, monitorati i telefoni del centralino
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Qualcuno telefona al centralino del Tribunale e avvisa che c'è una bomba. Potrebbe esplodere da un momento all'altro - informa la voce - così scatta l'allarme. L'intero Palazzo di giustizia evacuato: cancellieri, giudici, sostituti procuratori, avvocati. Stesso copione, per due mattine di seguito. La prima chiamata arriva mercoledì intorno alle 10 e informa che l'ordigno è all'interno del Palazzo di Giustizia. Ieri chi compone il numero del centralino, poco dopo le 9,30, fa sapere che la bomba è stata nascosta sotto un'auto. Partono i controlli, ma nulla. Falso allarme. Si interrompono, però, le udienze e il lavoro dei dipendenti. E lo scopo potrebbe essere proprio quello di intralciare la regolare attività, in particolare quella degli uffici che si occupano delle esecuzioni immobiliari. Mercoledì e ieri mattina, in effetti, erano in programma le aste giudiziarie che, interrotte per il periodo dell'evacuazione (circa un'ora), sono però regolarmente riprese. La squadra mobile è al lavoro per beccare chi ha fatto le due telefonate: i centralini del Tribunale sono monitorati con un sistema efficientissimo, in grado di localizzare la chiamata in tempo reale. Gli inquirenti stanno infatti risalendo ai telefoni da cui sono partite le chiamate e da quelli potrebbero poi risalire anche a chi ha composto il numero e avvisato - falsamente - della presenza di una bomba. Le indagini, quindi, sono in corso e il rischio, per chi ha contattato i centralini, è l'accusa di procurato allarme per aver messo in subbuglio l'intero Tribunale e rallentato le attività in corso. C.S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
