Sicurezza
Il punto. Lindagine parallela dei Noe sulla truffa allUe
L'intreccio con il caso ErreErre
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MASSA. Una bufera dietro l'altra. La notizia della scoperta da parte della Guardia Finanza di una maxi evasione fiscale e di un giro di fatturazioni false nei rapporti fra Cermec e Delca arriva pochi giorni dopo al blitz dei carabinieri che hanno messo i sigilli all'impianto ErreErre. Due casi distinti ma intrecciati e due inchieste della procura che corrono in parallelo. ErreErre, la società che ha costruito l'impianto per la produzione di combustibile da rifiuti (brichettaggio) proprio a fianco del Cermec, è costituita dallo stesso Cermec (che detiene il 51% delle quote) e da Delca (che controlla il restante 49%). Cioè dagli stessi soggetti coinvolti nel presunto giro di fatturazioni con il trucco. I Noe hanno messo sotto sequestro l'impianto ErreErre il 9 maggio scorso nell'ambito di un'inchiesta parallela su un'ipotesi di truffa aggravata. Secondo le accuse, i costi dell'impianto che deve ancora entrare in funzione e che dovrebbe trasformare i rifiuti «secchi» del Cermec in bricchette per alimentare forni e fonderie, sarebbero stati gonfiati per ottenere maggiori finanziamenti dalla Regione Toscana e dalla Comunità Europea. La costruzione dell'impianto è iniziata nel 2008 con un finanziamento comunitario di 16 milioni di euro poi saliti ad opera compiuta a 23 milioni. Ora, (vedi articolo sotto), Delca, il socio che dovrebbe gestire l'impianto, ne ha chiesto il dissequestro.
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