Il dolore
Operazioni inesistenti (trasporti mai effettuati) per 16,5 milioni, evasione dellIva per 3,7 milioni di euro
False fatture al Cermec, tre indagati
Claudio Figaia
Avvisi agli ex presidenti Vaira e Bertoneri e a Del Carlo di Delca
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Svolta nell'inchiesta su Cermec. La Guardia di Finanza ha inviato avvisi di garanzia per evasione fiscale a Roberto Vaira, presidente di Cermec Spa dal 2003 al 2005 (poi passato al ruolo di direttore dell'azienda); Luciano Bertoneri, suo successore alla presidenza di Cermec (in carica dal 2005 al 2009); e Domenico Del Carlo, legale rappresentante della Delca Spa di Vicopisano. Ai due ex presidenti di Cermec vengono contestati i reati di "dichiarazione fraudolenta mediante l'utilizzo di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti"; "dichiarazione infedele" e "omesso versamento di Iva". L'amministratore unico di Delca è accusato di "emissione di fatture per operazioni inesistenti". Si tratta del primo risultato - tutto sul versante tributario - dell'indagine condotta dai sostituti procuratori Rosella Soffio e Federico Manotti sull'«affare rifiuti» in provincia, un'inchiesta che promette altri sviluppi. Gli accertamenti delle Fiamme gialle sono iniziati nel febbraio scorso e hanno messo sotto la lente i rapporti tra Cermec Spa e Delca. Le due aziende - la prima di natura pubblica (controllata dai Comuni di Carrara e Massa, la seconda privata - avevano stipulato un contratto per il trasporto di rifiuti che, dopo un primo trattamento, erano destinati al definitivo smaltimento, in discariche fuori provincia (in particolare a Peccioli). Ebbene, secondo la Finanza, un centinaio di fatture emesse da Delca Spa erano false. Ad esse, cioè, non corrispondeva alcuna prestazione. In altre parole: Delca fatturava a Cermec trasporti di rifiuti e altri servizi in realtà mai effettuati. A volte, ricostruiscono gli inquirenti, le fatture sono state "corrette" dalla stessa Delca con note di credito, mentre, in molti altri casi, sono stati emessi documenti fiscali senza che fosse stato effettuato alcun servizio di trasporto o con trasporto effettuato in rilevante ritardo rispetto alla data di emissione del documento. Operazioni che costituiscono violazioni alla normativa fiscale, anche sotto l'aspetto penale. Il vantaggio di questa produzione cartacea di fatture per servizi mai resi era, a quanto pare, tutto della Delca. Che poteva così ottenere dalle banche - esibendo il credito vantato verso Cermec - anticipazioni di cassa. Ma anche Cermec avrebbe otteunto un beneficio (indebito): quello di mettere a credito l'Iva di quelle fatture per abbattere il complessivo carico fiscale e realizzando un risparmio d'imposta altrimenti non spettante. Imponente il giro di operazioni inesistenti emerso dagli accertamenti della Gdf: pari a un imponibile di oltre 16,5 milioni di euro e a un'Iva evasa di circa 1,7 milioni. Ma il lavoro delle Fiamme gialle sui bilanci e sulla contabilità di Cermec e Delca ha portato anche alla scoperta di altre violazioni delle norme tributarie. Per il 2009, ad esempio, ha riscontrato violazioni per omessi versamenti di imposta per circa 400 mila euro. Nel complesso, l'attività d'indagine ha fatto emergere una evasione ai fini Iva per 3,7 milioni di euro. Quanto basta per ritenere perlomeno "non fedele" la dichiarazione fiscale presentata d Cermec Spa e da avviare una denuncia con riflessi non solo di ordine tributario ma anche di carattere penale, poichè sono state superate le soglie di punibilità previste dalla normativa in materia di reati fiscali. Gli effetti di questi (presunti) illeciti rischiano di pesare ancora sui conti Cermec. A quanto pare, infatti, Delca avrebbe utilizzato parte di quelle fatture per ottenere cessioni di credito e ora gli istituti di credito intendono rivalersi su chi quel credito dovrebbe saldare, cioè Cermec. L'inchiesta della Finanza e della procura sui conti del Cermec è scattata dopo la visita a palazzo di giustizia dei sindaci Roberto Pucci e Angelo Zubbani. I quali, all'indomani dell'insediamento del nuovo Cda presieduto da Ugo Bosetti, si erano resi conto che qualcosa (anzi molto di più di "qualcosa") non andava nella gestione dell'azienda. Così, con in mano le relazioni-denuncia del nuovo presidente e con i risultati della due diligence da loro stessi ordinata (in qualità di azionisti di Cermec) sulla gestione dell'azienda nel decennio scorso, i due sindaci hanno informato la magistratura.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
