Il dolore
L'Arci minaccia querele
Sara Ligutti
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Una lezione di yoga della gestione Arci Centro giovanile: contro l'assessore Bernardi un esposto alla Corte dei Conti se non si scusa
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CARRARA. Continua lo scontro fra l'Arci e il settore sociale del Comune sul centro Underground. Dopo le dichiarazioni di qualche giorno fa dell'assessore al sociale Massimiliano Bernardi (ossia che il centro giovanile della Saffi non è ancora pienamente funzionante per la cattiva gestione del precedente affidatario), Umberto Moisè e Giorgio De Rito dell'Arci hanno convocato una conferenza stampa per fare chiarezza. Sfidano l'assessore ad un incontro pubblico sul tema, minacciando anche una querela e un esposto alla Corte dei conti. Il problema delle condizioni della struttura, infatti, sarebbe precedente alla gestione dell'Arci. Quando a questa è stato affidato il centro, i muri erano già rovinati dall'umidità, umidità che aveva intaccato anche la strumentazione presente in sala prove (come un mixer a 32 canali) e i computer. Moisè e De Rito forniscono anche delle foto, per far vedere le condizioni dei locali durante la loro gestione: macchie di umidità coperte da alcuni poster, ma anche tante attività per i ragazzi. Attività che, al momento, sotto la nuova gestione della Masterform, non ci sono più (torneo di freccette a parte). «Organizzavamo - dice Moisè - corsi di teatro, di fotografia, di musica, di informatica. Corsi per i portatori di handicap e per i minori che hanno avuto problemi con la giustizia. Abbiamo seguito in tutto e per tutto le linee guida del bando europeo Urban. Allo scadere del bando è prevalsa la volontà politica di distruggere questa attività». E continua: «Quando abbiamo proposto di gestire il centro a costo zero - per i bandi sotto i 20.mila euro si può fare - l'amministrazione ci ha accusato di clientelismo, mentre noi avevamo solo sottolineato quanto fosse difficile ripartire da zero». Finita la difesa dalle affermazioni di Bernardi, l'Arci è passata all'attacco: «La nuova gestione ha vinto in virtù di una maggior apertura, mentre invece il centro giovanile sta aperto solo dalle 9 alle 12, quando i ragazzi sono a scuola - ha continuato Moisè - Anzi, ci sono presidi che hanno chiesto l'intervento della polizia per i ragazzi che saltavano la scuola e si rifugiavano al centro. Poi sotto la nostra gestione era proibito bere e fumare». «Bernardi - dice Moisè - non ci ha mai messo piede al centro, neppure durante la nostra gestione e non ha mai dato indicazioni sul da farsi, non è mai venuto alle iniziative». «La deve finire - aggiugne De Rito - di accusare noi per il fallimento di questa vicenda. Stiamo pensando pure di querelarlo, se non ci fa pubbliche scuse». Lo scontro sul centro di aggregazione giovanile quindi, continua.
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