Proteste
I carabinieri hanno arrestato il giovane, ma il pm vuole vederci chiaro e lo fa rimettere in libertà
«De Angeli mi ha rapinato»
◗
Lautolavaggio in viale Repubblica di proprietà dei Del Freo Sessantenne accusa l'ex ciclista dopo una lite per soldi
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. È una storia strana anche per il sostituto procuratore Federico Manotti quella che vede protagonisti l'ex ciclista professionista Luca De Angeli, 36 anni, e Antonio e Davide Del Freo, padre e figlio di 61 e 34 anni. De Angeli, arrestato con l'accusa di rapina aggravata e lesioni martedì pomeriggio, ieri mattina è stato rimesso in libertà su richiesta del pm che ha preferito un supplemento di indagine. La storia l'hanno raccontata i tre protagonisti alle forze dell'ordine, ma mentre De Angeli ha fornito una versione padre e figlio hanno detto l'opposto. Naturalmente ognuno dice di essere la vittima. Anche perché sia l'ex ciclista sia Antonio Del Freo sono finiti all'ospedale: il primo colpito alla schiena (dal furgone guidato da Davide Del Freo), l'altro perché ha subito la frattura di un braccio e ne avrà per trenta giorni (è stato De Angeli ha detto). La vicenda è questa: l'ex ciclista e Antonio Del Freo si sono incontrati martedì pomeriggio intorno alle 17 in una piccola area di sosta in viale Repubblica, accanto al ristorante da Rocchino. De Angeli dice per riavere i 200 euro che aveva prestato al sessantenne, Del Freo invece racconta che era lui che doveva fare il prestito. I due non trovano l'accordo e inizia la lite: De Angeli strappa il portafoglio a Del Freo (da qui l'accusa di rapina aggravata) e lo nasconde nel cassetto del suo scooter. C'erano duemila euro dentro. Antonio Del Freo, che insieme al figlio è titolare dell'autolavaggio in viale Repubblica, chiama Davide e questo si precipita con il furgone. Con sé ha una pistola legalmente detenuta. L'ex ciclista dice che ha sparato un colpo, i carabinieri smentiscono: l'arma non è stata usata. Il giovane Del Freo scende dal mezzo e inizia a picchiarsi con De Angeli, aiutato anche dal padre. L'ex ciclista rompe il braccio al sessantenne e colpisce a uno zigomo il figlio. Poi chiama i carabinieri perché ha paura che possano sparargli. I militari intervengono e arrestano De Angeli, ma invece di portarlo in carcere lo portano all'ospedale perché ha un dolore lancinante alla schiena (dice di essere stato investito da Davide). I medici vedono delle tracce di sangue nelle urine e lo ricoverano. Così come ricoverano Del Freo (e lo ingessano pure perché ha una brutta frattura all'ulma). Arrestano soltanto De Angeli. Ieri mattina in tribunale però il pubblico ministero che si occupa del caso, Manotti, rilegge le carte e decide che in questa fase, con due racconti così diversi tra loro e senza testimoni non si può mettere in carcere nessuno. E libera l'ex ciclista. Indagherà insieme ai carabinieri per capire chi dice la verità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
