La manifestazione
Ad Aulla arrivano 34 profughi dalla Libia
Gianluca Uberti
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I profughi arrivati dalla Libia Dopo la prima accoglienza allo stadio Quartieri sono stati smistati in due alberghi
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AULLA. Dal Mali, dalla Nigeria, dal Senegal e dalle isole Mauritius per lavorare in Libia. Poi scoppia la guerra e il destino di 34 giovani uomini (fra loro anche due minori) passa per Lampedusa, Genova e Aulla, dove sono giunti ieri pomeriggio al campo sportivo Quartieri. Ad accoglierli uomini e mezzi della Protezione civile, Vigili del fuoco, Croce Rossa, Asl 1 di Massa Carrara, Società della Salute della Lunigiana, Provincia di Massa Carrara, Comune di Aulla e dei carabinieri. Uno spiegamento di forze imponente per dare ospitalità, un pasto caldo e la possibilità di lavarsi. Gente giovane che fugge dalla guerra e che chiede asilo politico. Persone che da ieri sera sono ospitate presso due alberghi, il Demy Hotel di Aulla e il Mirador di Podenzana, dove resteranno sicuramente per due giorni e dove sono state distribuite in base al credo religioso: i musulmani (21) al Demy Hotel, i cattolici (13) al Mirador. Ed è proprio il nodo della durata della permanenza e della destinazione dei 34 disperati (pare che ve ne fossero altri undici e che questi abbiano raggiunto Reggio Emilia) a tenere banco da oggi: si tratta, infatti, di questioni ancora poco chiare, anche se c'è chi sostiene che potrebbero anche loro raggiungere Reggio o la Francia, o essere distribuiti nel resto della Lunigiana. Ad accogliere i migranti c'era anche il sindaco di Aulla, Roberto Simoncini: «Si tratta di gente che fugge da una guerra, quindi non potevamo sottrarci a doveri di solidarietà e di accoglienza, come, d'altronde, ci chiede, giustamente, di fare la Regione Toscana. Però, al governo Berlusconi, che ce li ha mandati, voglio dire che non potremo offrire un tetto ai rifugiati per lungo tempo quando non ci vengono date le risorse per restituire un tetto sicuro ai miei concittadini. Mi riferisco agli aullesi evacuati dalle loro case a seguito delle piogge torrenziali dello scorso autunno, ma il discorso può essere tranquillamente allargato allo stato in cui versano le nostre scuole e strade, che beneficerebbero eccome di risorse». E già si registra il primo intervento molto critico con il Comune da parte della capogruppo consiliare della Lega Nord, Roberta Semeria, esponente di un partito che si mise in rotta di collisione con il premier Berlusconi sulla partecipazione dell'Italia ai bombardamenti della Nato sulla Libia. Semeria paventa che i migranti potrebbero aumentare di 70 unità nei prossimi giorni ed essere spostati presso la vecchia scuola di Albiano Magra. Ma Simoncini invita l'esponente del Carroccio «a non fare polemiche sterili. Piuttosto, si attivi con i suoi rappresentanti a Roma per fare arrivare qualche soldo ad Aulla».
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