Il Tirreno

Sul contratto la Uil rompe con l'Aias

Il sindacato: si pretende di svendere i lavoratori, non ci stiamo

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 MASSA. Rottura tra Aias e Uil. Nei giorni scorsi, infatti, si è svolto l'incontro per il rinnovo del contratto nazionale che si è concluso con un nulla di fatto.  «Nonostante la disponibilità dimostrata dalle organizzazioni sindacali - scrive la Uil - la controparte si è chiusa e dimostrata indisponibile nel modificare la propria proposta sull'istituto della malattia, nonostante gli sia stato ampiamente dimostrato che penalizza indistintamente tutti i lavoratori e mette sullo stesso piano chi abusa e chi non abusa della malattia.  Questa cecità contrattuale ed organizzativa - proseguono il segretario provinciale Fabrizio Dazzi e quello del terzo settore Siriano Fornesi - volta solamente a risparmiare soldi "sulla pelle" dei lavoratori, non troverà la condivisione delle organizzazioni sindacali, la proposta dell' Aias può decurtare dalla busta paga annua di un lavoratore (che non ha mai abusato della malattia) una cifra superiore all'aumento contrattuale, circa 600 euro. Combattere l'assenteismo facendo di tutta l'erba un fascio, non è solo miope, ma mina alla base l'armonia dell'organizzazione del lavoro».  E ancora: «La controparte sugli aumenti economici non è andata oltre i 55 euro medi, per una categoria D4.  Se le proposte rimangono queste sono irricevibili, non siamo disponibili a svendere i lavoratori, l'Aias deve venire al tavolo contrattuale con lo spirito positivo di chi vuole cercare soluzioni e non chiusure. Unitariamente, valuteremo tutte le iniziative legali e di protesta da intraprendere, per impedire la cancellazione dei diritti dei lavoratori».

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