Sicurezza
Marmo, scarsi investimenti
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Giorgio Bianchini e i padiglioni della Imm Poco ottimismo nell'analisi congiunturale della Imm
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CARRARA. Segnali congiunturali poco rosei arrivano per il settore delle pietre naturali e quindi per il marmo nella rilevazione realizzata da Internazionale Marmi e Macchine Carrara a fine 2010, un'analisi in cui si presta particolare attenzione anche al comprensorio apuoversiliese, raccogliendo le opinioni sull'andamento del settore assieme a valutazioni di ordine più generale riferite ai rapporti con il territorio e alle strategie potenziali di risposta alla crisi. Per realizzare la ricerca è stato utilizzato un campione selezionato e un questionario che conteneva domande relative anche all'atteggiamento delle aziende relativamente alla crisi e alle strategie di risposta. Il campione utilizzato comprendeva sia aziende del settore lapideo sia imprese che operano nei settori cosiddetti collaterali (servizi, tecnologia, utensili, ecc.). Il testo completo dei risultati e delle relative elaborazioni è pubblicato sul sito ufficiale di Imm www.immcarrara.com/stat. «Dalle risposte relative all'andamento generale emerge con chiarezza che il 2009 è stato uno degli anni peggiori del periodo recente, sicuramente il peggiore da quando è insorta la crisi internazionale - è il commento di Giorgio Bianchini, presidente di Imm - e la valutazione delle aziende rispetto ai fatturati è unanimemente negativa anche se per le aziende toscane il consuntivo resta meno negativo che per altre aree. Ma il 2010, pur vedendo migliorare la situazione rispetto all'anno precedente, ancora non segna quella svolta netta e decisa che tutti ci auguriamo e soprattutto l'occupazione, ma anche i fatturati, ancora non imbocca in maniera decisa la via del miglioramento generale: alcune fasi della filiera vanno più spedite, alcuni territori sono più orientati alle esportazioni, ma il 2008 resta ancora un livello non recuperato nella maggior parte dei parametri utilizzati». Inoltre, continuano a rimanere scarsi gli investimenti ed anche in questo caso il comprensorio apuo versiliese ha offerto un quadro di risposte positive leggermente più alto che il resto d'Italia. L'intenzione di investire nel 2011, dopo un anno abbastanza piatto, non sembra promettere miglioramenti: la lettura delle risposte, infatti, parla di aumenti o diminuzioni in termini contenuti rispetto all'anno precedente, che appunto è stato piatto. Anche quest'anno, come nel precedente, Imm ha lasciato due sole domande nella parte relativa alle previsioni: come viene percepito il futuro prossimo e immediato dell'attività nel lapideo e nei collaterali, a livello settoriale ed aziendale. Il tono delle risposte ricevute nelle precedenti rilevazioni evidenziavano un maggior pessimismo sul quadro generale, e una maggiore consapevolezza delle proprie risorse, a livello individuale, pur nella generale cautela di valutazione. Ebbene, quest'anno nel settore lapideo e a livello di comprensorio apuo versiliese le cose più o meno si riconfermano, pur nella esiguità delle differenze, mentre nell'area delle attività collaterali prevale la stazionarietà, e non si recupera la fiducia nelle proprie risorse. Nel resto d'Italia, invece, nel lapideo e nelle collaterali prevale il pessimismo in azienda. Ma l'unico vero risultato è quello di una grande e permanente incertezza. Le aziende toscane rispondono alla crisi con il marketing nel lapideo: organizzazione vendite, rete commerciale e qualità, ma pensano con attenzione anche a ridurre i costi e a intensificare la presenza sui mercati stranieri. R.C.
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