Il dolore
Il colosso svedese cancella lopzione Migliarino, nuove chanches per il territorio apuano
Ikea in città? Si riaccende il sogno
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Un centro Ikea e a fianco il mercato delle Jare Il sindaco Pucci: mi sono già attivato. E spunta l'ipotesi ex Dalmine
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MASSA. "Mors tua, vita mea". Dopo sei anni di abboccamenti, contatti, trattative, Ikea rinuncia alla realizzazione di un punto vendita a Migliarino di Pisa, con una decisione «irrevocabile e definitiva». Una decisione che riaccende le speranze per la nostra zona di accogliere il gigante svedese dell'arredamento "low-cost ma di qualità". Perchè se Ikea ha cancellato l'opzione Migliarino non ha per questo rinunciato ai suoi piani di espansione in Italia. Piani che, in Toscana, significano l'apertura di un secondo store (da affiancare a quello di Sesto Fiorentino), in una zona di costa, ossia da Grosseto a Carrara. Così, ecco subito farsi avanti Pisa e Livorno che lanciano proposte alternative agli svedesi. Ed ecco, altrettanto rapidamente, l'iniziativa del sindaco Roberto Pucci che ieri ha subito - lo spiega lui stesso - «preso contatti con chi di dovere» per ribadire la piena disponibilità della sua amministrazione ad accogliere il punto vendita Ikea. Magari senza le lungaggini burocratico-politiche (sei anni di tira e molla!) che hanno indotto il colosso svedese a gettare la spugna nell'operazione in provincia di Pisa. Massa, insomma, nella partita per aggiudicarsi il punto vendita Ikea (dove in palio ci sono decine, forse centinaia posti di lavoro) vuol giocare un ruolo di primo piano. E per questo ha già calato la sua prima carta: l'area del mercato ortofrutticolo delle Jare. Non si sa, però, se si tratta di una carta vincente vincente, non tanto per quanto riguarda la superficie - si parla di oltre 30mila metri quadrati per ospitare oltre al negozio, i parcheggi per i clienti - quanto per l'accessibilità. I parametri Ikea sono chiari: i mega store devono sorgere nelle vicinanze delle direttrici autostradali o, comunque, in una zona facilmente raggiungibile dall'autostrada. E le Jare non sono nè vicine nè adeguatamente collegate all'A12. Nei mesi scorsi, rappresentanti della società svedese sono stati in visita al mercato ortofrutticolo per rendersi conto del sito. Un sopralluogo di cui non si conoscono gli esiti ma che ora, dopo la decisione di lasciare potrebbe essere riesaminato dai manager italo-svedesi. Se l'opzione Jare dovesse prendere campo, l'amministrazione ha già pronto un piano: vendita dell'area, trasferimento dei (pochi) operatori del mercato nel comparto Gesco all'ex Olivetti, spostamento del comando di polizia municipale in luogo da decidere. Ci sarebbe però anche a un piano B. Lo spostamento dei capannoni del comparto ex Dalmine (questo sì, vicinissimo all'autostrada) in aree più a monte e la verifica della possibilità di sfruttare gli spazi oggi di Ab Yachts. Una soluzione tutta da costruire, per ora niente più di un'ipotesi "buttata là". Ma che per un'operazione di grande portata come Ikea potrebbe prendere corpo. Intanto, il sindaco di Carrara Angelo Zubbani prende le distanze dall'«affaire Ikea» e assicura: nessun sorpasso in corsa su Massa, Carrara non è mai stata in lizza per accaparrarsi il colosso svedese dell'arredamento low cost. «Non c'è mai stato nulla di concreto per quel che riguarda Ikea - spiega Zubbani - Non so fino a che punto ci abbiano tirato in ballo e se lo hanno fatto solo per accelerare la pratica con Migliarino». Erano i tempi dell'amministrazione Conti - ricorda ancora Zubbani - «quelli di Ikea vennero per fare dei test, ma credo molto più verosimilmente per tirare fuori l'ipotesi di Carrara e così fare pressione per chiudere la trattativa nel pisano. Ma non ci fu nulla di più concreto, nessuna candidatura ufficiale nè proposte di insediamento sul nostro territorio». Claudio Figaia ALTRO SERV. A PAG. 11
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