Il Tirreno

E l'Asl ora vende i suoi gioielli

Alessandra Vivoli
La sede dell’Asl
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La sede dell’Asl

Saranno alienati appartamenti, case e il vecchio ospedale di Pontremoli

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 CARRARA. Il giro di vite sulla sanità apuana tocca anche il patrimonio immobiliare dell'azienda. Ville, palazzine e appartamenti di proprietà dell'Asl in vendita per «fare reddito». O, più semplicemente, «fare cassa» come ha già fatto notare qualcuno. E, fra i beni alienabili - come ha annunciato il direttore generale Maria Teresa De Lauretis nel convegno organizzato dalla Cgil - finisce anche il vecchio ospedale Sant'Antonio Abate di Pontremoli.  Un pezzo della storia della città. Un altro baluardo, dopo il punto nascita, destinato, almeno così sembra, a scomparire.   «Bisogna risparmiare anche sugli affitti». La linea di sacrificio inaugurata con la gestione della dottoressa De Lauretis, per rientrare dalla voragine milionaria nelle casse dell'azienda sanitaria apuana, è destinata ad andare avanti. E a toccare non solo la riorganizzazione dei serizi, ma anche il patrimonio immobiliare dell'Asl. Prevedendo, inoltre, un rigido giro di vite anche sugli affitti, nauturalmente quelli versati dall'azienda per sedi e distretti.  Si taglia anche sugli immobili: e l'Asl non sembra più disposta a sborsare affitti da capogiro ma piuttosto a investire sulle sedi proprie. E a mettere in vendita quelle in disarmo.  «Si parla sempre di tagli - ha spiegato nel suo intervento davanti all'affollata platea, nella sede dell'Autorità portuale, del convegno Cgil, la dottoressa De Lauretis - ma bisogna anche precisare che la Regione ci ha dato la disponbibilità per fare investimenti che siano in grado di ridurre anche gli affitti. Qui a Massa-Carrara la spesa, in questo settore, è davvero altissima: 750mila euro. E ci sono distretti vecchi come quello di Avenza, ma anche di Aulla e Pontremoli che, come emerso anche dai vari interventi di oggi, hanno bisogno di grandi interventi migliorativi».  In sostanza, si può investire per migliorare (o forse anche cambiare, come ha chiesto il presidente della Comunità Montana Paolo Bissoli per il distretto di Pontremoli) le sedi distrettuali dell'Asl. Ma, dall'altro canto, l'azienda vuole anche recuperare un bel gruzzolo dal proprio patrimonio immobiliare: «Tutto quello - ha precisato la De Lauretis - che, naturalmente, non ha destinazione sanitaria».   L'Asl mette in vendita il vecchio ospedale di Pontremoli. Un vero e proprio piano di alienazione per recuperare risorse da un patrimonio immobiliare non utilizzato.  «Ho già fatto un primo monitoraggio - ha annunciato il direttore generale dell'azienda e ho visto, ad esempio, che ci sono alcuni apparatemthni e fondi che si possono rimettere in giro, per fare reddito».  E non solo. Nel mirino delle alienazioni, ossia delle vendite dei suoi «gioielli» da parte del'Asl finisce anche il vecchio ospedale Sant'Antonio Abate di Pontremoli. «Quell'ospedale è vuoto - ha precisato la De Lauretsi - può essere inserito nel sistema di alenazione per avere così qualche risorsa un'eventuale vendita».  Un annuncio destinato a farer discutere. Anche perchè del vecchio ospedale di Pontremoli che si trova fuori da Porta Parma (venne costruito all'epoca della peste) potrà essere alienata solo un'ala. Una aprte infatti è attualmente occupata da una Rsa destianta a divnetare centro per i pazienti in coma, dove, per intenderci saranno trasferiti anche i malati attulamente ricoverati al setitmo piano del monoblocco di Carrara.  Una aprte dlel'edificio, invece, è in disuso: quattrop anni fa ci venne costruito un centro diurno per anziani e associazioni: con tanto di punto ristoro, zona computer e ricreativa. Da allora però vi ha trovato sede - con il benestare dell'amministrazione comunale - solo la banda musicale della città. E il centro di aggregazione non ha mai funzionato.

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